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Due spaccate con il tombino, riarrestato

Anna Luna Di Marzo
Due spaccate con il tombino, riarrestato

Il 24enne di Spilamberto colpisce al forno “Il Paninaro” e alla farmacia di Portile: il giudice lo manda di nuovo ai domiciliari

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È stato arrestato giovedì notte dai carabinieri di Vignola dopo aver commesso l’ennesima spaccata utilizzando un tombino stradale. E ieri, dopo l’udienza di convalida davanti al giudice, Antonino P., 24enne di origini calabresi, è stato rimandato a casa, agli arresti domiciliari nonostante i tre arresti eseguiti in neppure un anno. A lui sono contestate decine di spaccate tutte uguali e ora i carabinieri stanno valutando se vi siano gli estremi per accusarlo anche delle ultime intrusioni che negli ultimi giorni si sono registrate nel territorio vignolese.

Giovedì il 24enne ha colpito almeno due volte ai danni di un forno e di una farmacia. È quasi l’una di notte quando il ragazzo lancia un tombino contro la porta del forno “Il Paninaro” di via Giardini Sud, sperando di riuscire a mettere le mani sulla cassa. Che però era vuota così come tante altre volte gli era capitato nei colpi passati. Secondo quanto riferito dai titolari dell’attività, Antonino, con totale nonchalance, si è poi guardato intorno, ha aperto il frigo, ed è uscito con in mano una bottiglietta d’acqua minerale. Antonio Calabrò, titolare del forno, non si sarebbe mai aspettato di vedere ciò che il mattino seguente gli si è presentato davanti: «La porta era distrutta. C’erano pezzi di vetro ovunque. Abbiamo aperto l’attività da appena un anno. È il secondo tentativo di furto che subiamo. La prima volta ha portato via l’intero incasso di due giorni di lavoro. Questa volta non gli è andata bene».

Non soddisfatto, intorno all’una e mezza, il “tombinatore” decide di recarsi a Portile, e di colpire alla farmacia San Martino: «Ha rubato l’intero importo che avevamo in cassa. Non sappiamo ancora a quanto ammonta, ma ha sicuramente fatto i suoi danni. La vetrata è completamente distrutta, ed è già la seconda volta che provano a derubaci», racconta Maria Luisa Righi Riva, titolare della farmacia.

Riva aveva già subito un tentativo di furto ad aprile. Nella zona residenziale di Portile, all’altezza di via Chiosi, si percepisce un clima di tensione e paura. Riva, come tanti altri commercianti, racconta di essere molto preoccupata. «Avevamo pensato di organizzarci in gruppi - racconta la farmacista - Volevamo controllare la zona da privati cittadini, per aiutarci l’uno con l’altro e sentirci più sicuri. Alla fine è tutto sfumato con il tempo. Ormai viviamo con il terrore che i balordi possano tornare».

Ma a Formigine, sempre giovedì notte, c’è stato un altro arresto di un balordo che ha tentato di introdursi al centro Don Bosco. L’uomo è stato notato, qualcuno ha chiamato i carabinieri che rapidamente si sono portati sul posto e hanno provveduto a fermarlo. —

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