I fornai Gallone «Noi qui prima dei residenti»
Sopra al laboratorio artigianale di via Ganaceto accusato di rumore eccessivo in passato c’erano uffici poi trasformati in abitazioni
Nuova puntata della “guerra del pane” di quindici famiglie di via Ganaceto, che lamentano troppo rumore notturno, contro lo storico forno “Fratelli Gallone” collocato da tre decenni in via Ganaceto 110-114.
Dopo l’intervento dei residenti, che hanno ricordato i troppi decibel registrati negli orari di lavorazione, e dopo che il Comune da una parte ha iniziato un’opera di mediazione - alcuni incontri - e dall’altra ha multato il forno ed emesso ordinanze che hanno portato a spegnere tre macchinari di notte, oggi intervengono i Gallone. Questi ultimi nei mesi scorsi hanno richiesto l’intervento al Tar per riaccendere le macchine utili al loro lavoro. Ieri attraverso il loro legale hanno diffuso una nota. «La famiglia Gallone, nell’attesa dei pronunciamenti dell’autorità giudiziaria, auspica che gli uffici comunali sappiano ponderare al meglio gli interessi coinvolti. Da un lato quelli “sociali” degli oltre 15 lavoratori (e delle loro famiglie) impiegati nel forno Gallone, della collettività modenese che usufruisce di un servizio di eccellenza e pregio per il territorio, e del Comune stesso che così mantiene qualificata un’area centrale della città sottraendola ad un degrado tutt’altro che aleatorio. Dall’altro, gli interessi “privati”, dei residenti ai piani superiori al forno di vedersi garantita una rivalutazione, anche e soprattutto economica, dei loro appartamenti”.
I Gallone sostanzialmente ricordano che nello spinoso caso è difficile stabilire chi abbia ragione e chi torto. Il forno, ad esempio, era lì prima che i condomini arrivassero nei piani superiori anche se va ricordato che negli anni ’90 l’attività non era certo ampia come oggi. Il Forno Gallone, infatti, “serve” un centinaio di esercizi commerciali a Modena, Ferrara e altrove e oggi non si permetterebbe mai a una “industria” alimentare di questa ampiezza di aprire in pieno centro.
I Gallone ricordano che ci sono “gravissimi pregiudizi” al loro lavoro causati dagli “attuali provvedimenti” del Comune e spiegano la storia dell’esercizio commerciale in via Ganaceto. «Dalle carte emerge il buon operato, la trasparenza ed il rispetto degli accordi raggiunti con il Comune da parte del Forno. Ed emerge anche il dato, tutt’altro che trascurabile, che l’insediamento del Forno Gallone nei locali di via Ganaceto, con il placet ed il rilascio delle apposite autorizzazioni da parte del Comune di Modena, risale al lontano 1970 quando i locali soprastanti erano accatastati ad uso ufficio. Chi ha, successivamente all’insediamento del forno, domandato la trasformazione dei locali soprastanti da uso ufficio ad uso abitativo e chi ha acconsentito a tale trasformazione conosceva l’esistenza del forno e le sue caratteristiche e ne avrebbe dovuto tenere conto».
La vicenda, dunque, si presenta molto intricata anche perché si tratta di un “conflitto” tra vari interessi. E il Tar, che risponderà sul blocco di tre rumorose macchine causato dall’ultima ordinanza del Comune, non risolverà l’intera vicenda.
A quanto pare sarebbe nero su bianco l’intenzione dei fornai Gallone di trasferire in ambito artigianale la parte produttiva della loro azienda. Ma i residenti non si arrendono e spiegano che i camion della ditta Gallone sono sempre parcheggiati in via Ganaceto e inoltre, come dimostrano alcune immagini, ci sarebbero contenitori del pane posti a volte sul marciapiede. —
S.L.
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