Gazzetta di Modena

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Il parco delle contraddizioni tra bimbi che giocano e degrado

Gabriele Farina
Il parco delle contraddizioni tra bimbi che giocano e degrado

«Mercato contadino, feste e attrezzature, ma anche sporcizia, cani senza controllo e graffiti volgari»

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Giochi e degrado, mercato contadino e maleducazione.

Il parco Giovanni Paolo II racchiude due anime contrastanti. È un luogo in cui si concentrano le attività dei bambini in estate, ma intorno al quale i residenti hanno dato vita a una petizione per dire «basta alle persone incivili che bivaccano nelle nostre case».

Dalle altalene ai bivacchi, dalle giostre ai furti gli esercizi non potrebbero essere più diversi e apprezzati. Il parco si anima con le presenze del mercato contadino, appuntamento che arresta le lancette dell’orologio e fa girare l’economia. Uno stop alle passeggiate «indisciplinate» con i cani domandano invece i frequentatori dell’area verde. I graffiti risentono dello stesso dualismo. Da quasi quattro anni ormai occupano il sottopasso ciclabile con creazioni artistiche apprezzate da giovani e non. Da qualche mese sono comparsi altri graffiti meno graditi sui giochi dei bambini. Non indicano armonia e soprattutto disturbano la visione dell’area di genitori, zii e nonni, che sorvegliano i piccoli nelle loro attività. Da un lato, il parco è in grado di convogliare centinaia di persone alle manifestazioni culinarie come la Sagra della Lasagna; dall’altro, vede comparire segni del passaggio umano quali cartacce e pezzi di plastica. Lo stesso nome risente del dualismo, legato a due momenti storici ben distinti.

Il Foro Boario (il nome originale dell’area) è infatti di origine fascista e appartiene all’espansione urbanistica avuta durante il ventennio. Il nome attuale deriva invece dal pontefice che il 3 giugno 1988 fu avvolto a Carpi da un’ondata di entusiasmo. Il 23 giugno di 21 anni dopo (siamo quindi nel 2007) il parco è stato inaugurato alla memoria del papa diventato santo. Il dualismo del luogo è percepito dagli stessi frequentatori. «È abbastanza trascorrere del tempo al parco con i bambini – ha esordito Carlo Pirondini – soprattutto una volta che sono finiti i campi estivi. È vero, ci sono scritte sui giochi, ma sono molto più belli i murales sotto la ferrovia. Vi si arriva in due secondi dalla stazione e si sta abbastanza bene. È possibile prendere la frutta al mattino e alla sera. Un voto al parco? Otto».

«Le persone sono piuttosto maleducate – ha ribadito la moglie Lia – soprattutto per quanto riguarda i bisogni dei cani. L’altra volta hanno portato via un gioco ed è rimasto il buco a terra. Gli spazi sono abbastanza piccoli, poi lasciano scorrazzare i cani vicino ai giochi per i bambini. Dovrebbero essere puniti per comprendere che non si fa così».

«Nel parco c’è poca ombra – ha riconosciuto Iolanda Trono – per quanto sia abbastanza carino. Come voto potrei dare un otto». In effetti, molte panchine sono posizionate lontano dagli alberi, non fittissimi nei circa 6mila quadri di verde. —



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