Non sono vaccinati: per ventuno bambini porte chiuse all’asilo
Il Comune ha inviato le lettere alle famiglie dei piccoli alunni In assenza di regolarizzazione nessuna possibilità di entrare in classe
Il tempo delle proroghe e degli avvertimenti è finito. Per 21 bambini modenesi, a settembre le porte dei nidi e degli asili resteranno chiuse, in quanto i loro genitori non vaccinandoli, non hanno rispettato gli obblighi di legge.
L’amministrazione comunale entro martedì invierà 21 lettere alle famiglie annunciando il divieto di ingresso a meno di un vaccinazione in extremis. Sul fronte dei nidi sono nove le famiglie modenesi a cui sarà comunicata la decadenza scolastica: un caso riguarda l’asilo nido mentre otto riguardano bambini in età di scuola dell’infanzia.
Ad essi, si aggiungono 12 bambini non vaccinati al momento fuori dalle scuole materne gestite dalla Fondazione “Cresci@mo” controllata dal Comune.
Nella lettera inviata alle famiglie dei piccoli il Comune ribadisce che esiste una legge, la 119 del 2017, che parla di «Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale» e appunto obbliga ad alcuni vaccini per andare a scuola. Saranno anche indicati i vari passaggi della normativa a salvaguardia della salute pubblica, soprattutto quella dei bambini non vaccinati e quelli che non possono esserlo a causa di patologie incompatibili con un vaccino.
La decisione del “cartellino rosso” viene poi motivata in considerazione dell’urgenza di garantire «in maniera omogenea sul territorio le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica al fine di assicurare il costante mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale».
In queste ore, fa sapere il Comune, tre famiglie starebbero pensando si regolarizzare la posizione dei figli: hanno preso appuntamento presso gli uffici pubblici.
Passaggio che in questo caso era superfluo, in quanto, «la Regione ha già previsto un percorso preferenziale di accesso agli ambulatori senza appuntamento.
Il Servizio Infovaccinazioni della Regione ha infatti ribadito che per i minori per i quali è stato completato tutto il percorso di recupero previsto dalla legge, ma che non hanno eseguito le vaccinazioni, non è più possibile presentare la richiesta d’appuntamento». Insomma arrivati a questo punto la legge non prevede scappatoie e gli enti pubblici hanno fornito tutte le possibilità.
Ma le famiglie che per scelta non vaccinano i figli come vivono questa situazione?
A raccontare il proprio punto di vista è Cristiano Lugli, portavoce della associazione modenese “Renovatio 21”. «Secondo noi - spiega l’esponente no-vax - l’obbligo vaccinale è una legge ingiusta che emargina i nostri figli. Certo, immagino che la lettera annunciata dal Comune arriverà anche a me, visto che ho un figlio in età da nido . Certo per il momento, potendo evitare di iscriverlo al nido, posso rimandare il problema fino all’età dell’asilo.
Certo è che l’esclusione di un bimbo finirà con l’avere ricadute sulla sua socialità e sulla frequentazione dei coetanei dei nostri figli. Se il fatto che non sono vaccinati fosse così pericoloso perché non vengono accettati a scuola e invece possono frequentare le piscine e i cinema?».
Inevitabile, dal suo punto di vista, una critica alla vaccinazione: «È più che altro un discorso logico: mio figlio è sano, per cui non gli dò la medicina, ovvero il vaccino; - spiega Lugli - mentre proprio i bambini vaccinati hanno in piccolo una presenza della malattia causata dal vaccino. L’obbligo è antidemocratico e noi speriamo sempre che la legge venga presto modificata visto che un cittadino sano non prende medicine e invece non viene fatto entrare a scuola».
La legge che, lo ripetiamo, tutela soprattutto i non vaccinati e i bimbi purtroppo più deboli perché ammalati, non va bene a Lugli: «Se un bimbo prende il morbillo è colpa di un bimbo no vax? A essere danneggiati sono soprattutto i bambini stessi». —
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