Gazzetta di Modena

Modena

la fidanzata alessandra Ferrari 

«Ai funerali canterò per lui Marco me lo aveva chiesto»

Saverio Cioce
«Ai funerali canterò per lui Marco me lo aveva chiesto»

«Era una persona fantastica, mi ha sempre incoraggiato nella mia passione  Se sono diventata un’artista lo devo anche a lui. Era un uomo eccezionale»

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«Mi hanno tolto la metà di me. Quando tornavo a casa sapevo di trovare Marco che mi trasmetteva sempre la sua allegria e la sua voglia di fare tante cose. Da quando ci siamo messi insieme vendidue anni fa lui è sempre stato il primo a incoraggiarmi, a lanciarmi nel mondo della musica. Ai funerali voglio salutarlo come sarebbe piaciuto, cantando per lui per l’ultima volta con una bella canzone. Me l’aveva detto tante volte quasi per scherzo, avrebbe voluto una musica carina per il suo funerale ».

Alessandra Ferrari ha la voce rotta dall’emozione mentre racconta la sua vita con Marco Buzzi, il suo fidanzato e ristoratore a Gargallo, morto in moto a Reggio. Quell’incidente nella notte alla vigilia di Ferragosto e della loro partenza per le vacanze, ha spezzato la vita in due alla cantante carpigiana. Nel “prima” ci sono i viaggi, spesso in moto, le serate musicali, la vita scanzonata e troppo piena di lavoro con un uomo vulcanico che amava la moto, la vita all’aria aperta, tra moto e barca a vela sin da quando era ragazzo. E poi c’è il “dopo”, la scomparsa tragica in una sera di mezz’estate, mentre stava tornando a casa dopo essere stato a trovare la fidanzata a Bibbiano, dove cantava a una festa.

«Era venuto ad ascoltarmi come aveva fatto tantissime altre volte - racconta - Aveva chiuso il locale il giorno prima, era libero e non voleva mancare quella sera. Anche a lui piaceva la musica ed veniva spesso quando c’erano i miei concerti. Succedeva spesso ad esempio quando cantavo con Gianni Morandi ed erano diventati amici, tanto che Gianni era venuto diverse volte a mangiare al ristorante del Cantone, abbiamo le foto con lui».

Alessandra si ferma un attimo, come se il film della loro vita insieme le passasse davanti in un attimo. Poi si riprende e continua a raccontare la storia di un amore mai fermo, mai sopito. Con il ristorante come una casa comune dove sono venuti tanti nomi dello spettacolo, da Paolo Belli all’ex chitarrista di Vasco sino a Giuliano Gemma e a Morandi, per l’appunto.

«Marco - aggiunge - sul lavoro non si risparmiava mai, era un entusiasta. Lo stesso valeva per la moto, era quasi la sua vita, per lui era sinonimo di libertà. Quando montava in sella rinasceva, gli passava tutto. Era capace di stare nove ore alla guida per andare da Carpi in Puglia, giù fino in Salento, per andare a trovare i suoi amici. Io no invece, dopo un paio d’ore non ce la facevo, ma questo non ci ha mai diviso. Io ero la prima a essere felice per lui quando partiva con gli altri amici e andavano con l’Harley Davidson ai raduni. Ovunque, persino in Finlandia. Aveva una simpatia contagiosa? Anche i miei amici musicisti sono diventati suoi amici. Saranno presenti a suonare domattina ai funerali. Faremo tappa a S.Marino, il suo paese, e lo saluteremo in musica per l’ultima volta».

Oltre a Vincenzo Murè al piano e Paolo D’Errico (ex Ridillo) ci saranno anche altri che porteranno il loro omaggio musicale a Marco. Non mancheranno gli amici di una vita, quelli che hanno interrotto le vacanze da tutta Italia per tornare a Carpi non appena hanno saputo della disgrazia. E gli amici con l’Harley si preparano a salutarlo a modo loro, scortando il corteo sulle due ruote. —

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