Feronia non copre la discarica chiusa Arpae nega la proroga
La societa di Hera e Sorgea ha piazzato solo teli provvisori Aveva chiesto altri tre anni, in attesa della riapertura
FINALE. Arpae ha negato a Feronia una nuova autorizzazione provvisoria alla copertura della discarica esaurita di Finale, disponendo che si proceda alla copertura definitiva.
La decisione è stata comunicata nelle scorse settimane al Comune di Finale e al Comitato che si batte contro il progetto di ampliamento. Ma come al solito nelle pieghe degli atti c’è anche una mezza scappatoia. C’è infatti scritto in uno dei passaggi della determinazione dirigenziale che si accompagna alla pratica che si dovrà proseguire con l’attuale copertura provvisoria e monitoraggio fino a dicembre.
Affermazione che potrebbe lasciare spazio a qualche “interpretazione” dilatoria eventualmente in ottica elettorale, ma il documento nel suo complesso è chiaro: ad oggi non ci sono novità, c’è un piano di copertura definitiva approvato e a quello ci si deve attenere.
Come noto, è in sospeso l’autorizzazione alla riapertura della discarica. Perché colossi quale Hera e a ruota Sorgea vogliono concentrare a Finale i rifiuti speciali industriali non pericolosi provenienti da tutta la Regione e oltre, oltre alla riapertura di una parte per l’accoglimento dei rifiuti ordinari. La questione è in sospeso, anche perché pende il ricorso al Tar del Comune di Finale, cui è stata negata la sospensiva (in sostanza per la scarsità delle motivazioni e per la mancanza stessa di una autorizzazione da sospendere), ma non il giudizio di merito. Inoltre, sulla singolare storia della discarica di Finale è in corso una inchiesta della Procura.
La determina di Arpae poi condivisa dagli altri enti ricorda che sulla discarica chiusa già dal 2015 sono stati posati teli plastici per ridurre il dilavamento, e che è stata richiesta “proroga dei termini per la copertura finale...”, ma che “le istanze presentate non sono state accolte”. Anche perché in un sopralluogo di febbraio era emerso come i teli erano privi di rete antivento e i sacchetti di ancoraggio erano deteriorati. Arpae riferisce che a giugno 2019 i teli erano stati riposizionati. Fatto sta che negli atti oggi disponibili si ribadisce che è negata la proroga fino al 2021.
«Vorremmo solo ricordare - chiosano all’Osservatorio “Ora Tocca a noi” - che le falde circostanti risultano inquinate e ci domandiamo se sia legittimo concedere queste proroghe oltre i termini di legge. Auspichiamo che vengano rispettate le disposizioni di Arpae e infine più informazione su un tema rilevante». —
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