Le telecamere non bastano più «Dormono in terra davanti a noi»
Quotidianamente si susseguono episodi, le risse sono la normalità e di nuovo si perdono i clienti: «Li vedi una volta, poi non tornano»
le interviste
«Non c’è mai un giorno tranquillo». Lo scoraggiamento potrebbe essere una reazione comprensibile all’interno della stazione delle corriere. «La zona è lasciata allo sbando», esordisce con amarezza Massimiliano Fontana. La tabaccheria dietro cui siede al bancone ha pagato più volte dazio agli episodi di violenza. Nemmeno il tempo di entrare e si nota una telecamera posta in alto, alle spalle del bancone. Non è l’unica presente nell’attività e nemmeno l’unica installata dai negozianti della zona come forma di tutela. «Qui è pieno di gente poco raccomandabile come spacciatori – racconta Fontana – e si verificano risse e accoltellamenti. Subiamo episodi da gente ubriaca che dà i numeri e disturba i clienti. Appena venerdì pomeriggio c’è stata una rissa proprio davanti a noi». Il filo diretto con le forze dell’ordine è costante, ma non risolutivo. «Tutti i giorni ci sono episodi – prosegue il titolare della tabaccheria – legati a spacciatori che litigano tra di loro, a zingari, a pregiudicati ancora liberi. Quando chiamiamo la Polizia Locale dal comando mandano le pattuglie perché non possono intervenire direttamente loro. Quando poi gli agenti arrivano dicono che più di tanto non possono fare. Loro lo sanno e ne approfittano». Il «loro» è riferito alle persone che commettono fatti sgraditi in zona. Dall’attività ne indicano le tracce, ne descrivono i movimenti. Mostrano persino i luoghi in cui dormono talvolta le persone senza tetto. Una presenza che dalle loro testimonianze tende a ripetersi durante più periodi dell’anno. «Agosto è in generale il mese peggiore – prosegue Fontana – ma la situazione è peggiorata in questi anni». Una realtà diversa e ancor più cupa si respira dalle parti del bar all’interno della stazione delle corriere, alle spalle della biglietteria. «Ci sono persone che dormono per terra davanti alla biglietteria tutto l’anno», l’assicurazione di Yunlei Xiang. La donna parla dalle spalle del bancone, vicino a uno schermo in cui sono visibili sei immagini collegate alle telecamere. Approfondendo il discorso se ne comprende il motivo. «Ci sono persone che sfondano la porta o entrano rumorosamente – aggiunge Xiang – e poi dobbiamo chiamare la polizia. Il tempo che però arrivano noi abbiamo ancora quelle persone nel locale. È sempre una lotta, tutti i giorni». Gli episodi spiacevoli sono confermati da Samira Mhait, dipendente del bar. «A volte vengono direttamente già ubriachi – spiega Mhait – e chiedono una birra. Noi diciamo di no ed è capitato che passassero dall’altro lato del bancone, aprissero il frigo e la prendessero direttamente loro. Ci opponiamo, chiamiamo le forze dell’ordine e appena arrivano ci chiedono: “Cosa dobbiamo fare?”. Ci assicurano che se spingiamo una persona con problemi mentali abbiamo torto noi. Tra un poco ricominciano le scuole e riprenderanno a passare i bambini, magari con le famiglie. Se succede qualcosa di spiacevole poi non tornano. Così si perdono i clienti». —
G.F.
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