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«Accordo con i 5Stelle? Se c’è la volontà le basi non mancano»

Luca Gardinale

Giuditta Pini, parlamentare Pd, è una delle oppositrici più accanite «Non si va alle urne perché qualcuno si è sbronzato al Papeete» 

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l’intervista/1

Luca Gardinale

Fa notare che a casa sta bene, molto bene, e che quindi non ha paura di tornare al voto, se servirà. Al momento, però, la questione sul tavolo è un’altra, come sa bene il segretario Zingaretti. Nell’ultimo giorno di vacanza prima di rientrare a Roma, la parlamentare modenese del Partito democratico Giuditta Pini racconta come sta vivendo la crisi di governo e la possibilità di arrivare a uno storico accordo con i “nemici” pentastellati, in passato finiti diverse volte al centro delle sue critiche.

Onorevole Pini, come state vivendo questa fase?

«La stiamo vivendo normalmente, aspettando l’evoluzione della situazione: il nostro segretario, dopo aver ricevuto un mandato unanime dalla direzione, ha aperto i tavoli di lavoro. Da parte nostra c’è stata un’apertura chiara, e ora si tratta solo di mettersi lì e lavorare, anche se bisogna capire se c’è la volontà da parte di tutti di arrivare ad una convergenza».

La convergenza, appunto. Pd e M5S sono sempre stati piuttosto lontani: pensa che sia possibile trovare punti in comune per governare insieme?

«Credo che se lo si vuole davvero, gli spazi di confronto non manchino, come la possibilità di arrivare ad un accordo che si fondi su una solida base politica. Ma tutto questo, appunto, dipende dalla volontà di tutti di lavorare in questa direzione. In sostanza, si tratta di capire se la priorità è davvero quella di mettere in sicurezza i conti del Paese, rimettendolo in moto e facendolo crescere. Se invece dovessero prevalere altre logiche, con qualcuno che inizia a cercare delle scuse o semplicemente indica altre priorità, ne prenderemo atto…».

A quel punto, però, si andrà al voto: la spaventa la possibilità di… tornare a casa?

«Al momento il voto non è la questione sul tavolo di lavoro al quale siede il segretario Zingaretti, ma se non ci saranno le condizioni per formare un governo, andremo alle urne senza timori. Non abbiamo paura di andare a votare e di confrontarci con il giudizio degli elettori: del resto, un anno e mezzo fa una maggioranza non c’era, e l’accordo per evitare di tornare alle urne lo hanno fatto Lega e M5S, mentre noi abbiamo fatto opposizione. Ora siamo noi che stiamo ragionando sulla possibilità di dare un esecutivo al Paese, ma se le condizioni non ci sono torneremo a votare: l’importante è che non lo si faccia perché qualcuno si è... sbronzato al Papeete e ha deciso che gli italiani devono andare alle urne. Per quanto mi riguarda, io a casa mia sto benissimo e non ho paura di tornarci: la questione, semmai, è la prospettiva dell’Italia».

La decisione delle prossime ore sarà fondamentale anche per il Pd, mentre più di un dirigente ha le valigie pronte…

«Il segretario Zingaretti ha avuto un mandato dalla direzione, e questa volta abbiamo votato all’unanimità: il partito è stato compatto nel chiedergli la stessa cosa. Per il resto, credo che ci siano dei momenti in cui sarebbe più saggio restare in silenzio e capire cosa succede: io non sono mai stata fan delle scissioni, e trovo che per prima cosa sia necessario contribuire a risolvere i problemi, non crearne…». —

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