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Frattina, si litiga sulle responsabilità Gli ex consiglieri tirano fuori le carte

Saverio Cioce
Frattina, si litiga sulle responsabilità Gli ex consiglieri tirano fuori le carte

Rinaldi (Pdl): «Nel 2009 Pagani prese impegni in Provincia» Gianaroli (M5s): « Convenzione, il Comune è responsabile» 

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Era inevitabile. I fanghi ceramici sepolti per decenni alla Frattina continuano a essere pericolosi anche quando non affiorano in superficie.

La condanna del Comune di Castelvetro, da parte del Tar poche settimane fa, al risarcimento di quasi 400 mila euro ai proprietari per l’occupazione di un fondo agricolo con materiale inquinante, ha riportato di prepotenza alla ribalta la questione della “Terra dei Veleni” lungo il Tiepido. Oggi, con accenti diversi, intervengono due consiglieri di minoranza nella scorsa legislatura, Bruno Rinaldi del Pdl e Filippo Gianaroli, ex dei 5 Stelle.

I protagonisti delle più recenti scelte amministrative vengono chiamati in causa, si lanciano accuse incrociate con un linguaggio cifrato, alludono ma poche volte vanno oltre i confini dei propri atti amministrativi. Come spesso accade, i due esponenti utilizzano internet per raccontare ai propri amici la propria verità. Proviamo a vedere più da vicino cosa dicono sull’ex cava riempita con rifiuti tossici dalle ceramiche.

A dare una svolta alla vicenda è stato però l’ex sindaco Giorgio Montanari, scaricato dal Pd dopo il primo mandato e ora ritiratosi a vita privata. È stato lui che sulla Gazzetta di domenica ha chiarito due questioni sinora rimaste in ombra. La prima riguarda la convenzione tra Provincia e Comune, siglata dal sindaco Maleti, in cui il 10% della Frattina, un’area grande quanto un campo da calcio, è stata espropriata e consegnata alla Provincia per usarla come area di deposito e di cantiere. Punto due. Scavando la trincea per la Pedemontana, che passava proprio su un’area da bonificare, la terra di risulta in quell’area è finita sull’area espropriata. La rincorsa dell’attuale sindaco Franceschini, che ha chiesto aiuto alla Regione ed è stato aiutato con 600 mila euro per eliminare la collinetta di rifiuti del cantiere della Provincia, ha solo alleggerito una piccola parte dell’area di un problema nato in un secondo tempo.

«Mi ricordo bene di quella seduta - dice Rinaldi - arrivai in Provincia nel 2009 come consigliere dopo cinque anni di opposizione in Comune a Castelvetro e portai subito il caso Frattina. Rispose l’allora assessore Pagani, ex sindaco di Fiorano, che ammise i ritardi del mio Comune nel decennio precedente per non aver utilizzato i miliardi messi a disposizione. Ma al tempo stesso ammise pure che quel pezzo di terreno da usare per cantiere era sotto la loro completa responsabilità, compresa la collinetta con il deposito degli scavi. Poi afferma, a sorpresa, che quella terra sarebbe rimasta al suo posto in attesa di inertizzarla con la nuova tecnologia di riciclo in altre produzioni».

Invece nove anni dopo, in virtù delle prime diffide giuridicamente pesanti, è Franceschini che deve correre per far spostare il materiale.

E tutto il resto, ciò che è depositato sotto gli altri 45 mila metri quadrati dell’ex cava e nascosti in superficie con altra terra di scavo? Qui interviene Filippo Gianaroli, ex 5 Stelle, che rivendica all’operato suo, del collega e dei loro sostenitori i pochi interventi fatti. «Nella convenzione con la Provincia - dice - il Comune assume la gestione dell’area. Per me si tratta di tutta la zona in questione. Dopo trent’anni la Frattina è ancora al punto di prima». —

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