In cassa integrazione i 17 dipendenti della fallita Martinelli
Giovedì a Roma l’incontro al Ministero per gli ammortizzatori Menani: «Li sistemeremo». Costi: «Poi l’affitto d’azienda»
Dichiarato il fallimento dell’azienda a fine luglio, sarà aperta la procedura di cassa integrazione per i lavoratori della Martinelli Ettore di Sassuolo. Giovedì è previsto l’incontro a Roma al ministero del Lavoro per avviare l’iter incardinato ieri a Modena dall'agenzia regionale per il lavoro. Con un accordo che prevede politiche attive per ottenere la cassa integrazione straordinaria per l’azienda che produce presse e stampi per il settore ceramico.
All’incontro erano presenti l’Agenzia Regionale per il Lavoro, rappresentanti dell’azienda e dei lavoratori, il sindaco di Sassuolo l’assessorato alle Attività Produttive della Regione. «Si tratta di una vicenda - commenta il sindaco Francesco Menani - che ha avuto un grande risvolto mediatico e che sembrava aver imboccato un vicolo cieco ma per la quale, finalmente, iniziano a vedersi spiragli di luce. Si procederà attivando tutte le tutele per i circa 17 dipendenti ancora in forza all’azienda che, sin dal primo incontro in Regione, io stesso avevo richiesto, tanto che il Ministero del Lavoro, giovedì scorso, ha convocato le parti a Roma per giovedì alle 11, al fine di esprimersi sulla concessione della Cigs e delle altre tutele». L’Agenzia Regionale attiverà azioni per i lavoratori, per aiutarli a reinserirsi nel mondo del lavoro, anche attraverso l’utilizzo dell’ “assegno di ricollocazione”.
«Ho ottenuto l’elenco completo dei lavoratori ancora dipendenti della Martinelli - conclude il sindaco che di trasferimenti in Russia nell’azienda dello stesso gruppo ancora aperta non parla più - ed in questi giorni continuerò ad operare affinché queste persone, tutte quante qualificate e con un’importante esperienza alle spalle, possano essere ricollocate in altre ditte del territorio alcune delle quali già si sono dichiarate interessate».
«Con questo accordo si sono create le condizioni per richiedere la cigs per assicurare le necessarie garanzie a sostegno del reddito. Questo permetterà, inoltre, al curatore fallimentare di attivarsi per cercare di individuare una prospettiva di continuità aziendale ed occupazionale attraverso una procedura di affitto o cessione del compendio aziendale. L’impegno della regione sulla vicenda prosegue», assicura l’assessore regionale alle attività produttive, Costi. —
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