L’odissea di un universitario «Che discussioni coi proprietari»
Modena è una delle città dove gli affitti sono anche tra i più cari Ogni anno è sempre più difficile trovare una sistemazione
la storia
L’affitto è un’odissea «ma molte case rimangono vuote». Si toglie parecchi sassolini dalle scarpe uno studente di Economia alla Marco Biagi. Inizierà il quarto anno a breve e incrocia le dita per poter frequentare le lezioni, opportunità di fatto negata nell’anno accademico 2018-19. «Non ho avuto una casa – ha riconosciuto il giovane – e mi sono appoggiato da mio fratello soltanto per dare gli esami, senza seguire le lezioni». L’esordio nella nostra città era stato difficile. «I prezzi sono abbastanza alti – ha spiegato lo studente – e molti modenesi non vogliono affittare perché gli manca un po’ di mentalità aperta. Temono che il ragazzo non paghi e diventi difficile da cacciare. Molte case rimangono vuote ed è anche questione di genere: spesso infatti affittano soltanto a ragazze». Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 2016. «I test del primo anno erano il 9 settembre – ha proseguito lo studente – ma i risultati si sarebbero saputi soltanto il 24. In quel lasso di tempo non sapevo se sarei stato accettato o meno e il primo ottobre partivano le lezioni. Così sono tornato al mio paese, dal 24 al primo ottobre mi sono dovuto organizzare con il trasloco… e ho dovuto trovare una stanza. Per fortuna, il proprietario mi ha offerto un contratto calmierato con tutte le agevolazioni. Tuttavia, dall’anno dopo il proprietario non ha più voluto affittare la casa». È partito così un altro giro nel “Monopoli” degli affitti, tra imprevisti e probabilità che qualcosa possa andare male. «Tramite alcune amicizie sono riuscito a trovare un’altra casa in centro – ha spiegato lo studente – e così mi sono fatto il segno della croce e sono ripartito. In centro sono tutte catapecchie da ristrutturare, hanno problemi idraulici e bisogna fare una lotta infinita per le manutenzioni straordinarie a carico del locatore. Alla fine abbiamo dovuto lasciare tutti e tre i ragazzi». Eppure, l’affitto (275 euro mensili) era più basso sia della media nazionale (312 euro) sia di quella modenese (325 euro) secondo i dati di Solo Affitti. «Le bollette erano escluse – ha risposto il giovane – e poi la casa era anche alla Pomposa. Il problema era la struttura in sé e per sé. Vivere in centro è sempre un’arma a doppio taglio. Per fare la spesa diventa difficile». Infine, il terzo anno e la soluzione di supporto dal fratello in prossimità degli esami. «I professori sono molto disponibili e comprendono il problema – ha aggiunto lo studente fuori sede –. Inoltre, sembra che stiano cambiando la destinazione di alcuni plessi in centro per trasformarli in studentati. Già che Modena non è una città a tenore di vita basso, se poi ci mettono anche gli affitti alti si esce soltanto al sabato sera oppure finanziariamente non ce la fai». —
G.F.
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