Rombo delle moto e note di Modugno per l’ultimo saluto a Marco Buzzi
Con “Tu sì na cosa grande” la compagna Alessandra Ferrari lo ha salutato davanti a tutti. Oltre mille persone al funerale
Quando ha cominciato a cantare per lui l’ultima canzone, davanti alla bara, le si è incrinata la voce. Ma poi, quando la compagna Alessandra Ferrari si è fatta forza e ha continuato con “Tu sì na cosa grande” sono state le mille persone in piazza che avevano gli occhi lucidi.
Al funerale di Marco Buzzi a San Marino quasi nessuno ha voluto mancare per l’ultimo addio al ristoratore del Cantone di Gargallo, morto a 53 anni per un incidente a Reggio alla vigilia di Ferragosto. Nel piccolo paese i fratelli Buzzi sono cresciuti e la frazione ha voluto essere presente in forze.
Harleysti davanti
Ad aprire il corteo arrivato dalle camere ardenti dell’ospedale erano i suoi amici in moto, la squadra di fratelli harleysti con cui Marco condivideva passione e raduni. E, con loro, anche tante altri appassionati di motociclismo.
In piazza, sotto il sole umido del primo mattino, si sono sistemati in un attimo i musicisti del gruppo di Alessandra; pochi strumenti e il cuore gonfio di commozione, ma sono rimasti ad accompagnare la loro cantante sino all’ultima nota. Lei, con le ultime forze dopo la musica, ha salutato tutti.
«A lui sarebbe piaciuto così - ha ripetuto a chi le era più vicino - Mi diceva che se fosse capitato avrebbe voluto essere accompagnato nell’ultimo viaggio con della musica». Di qui la scelta per lei, compagna di vita e di passioni da ventidue anni, di dedicare a Marco una delle più belle canzoni di Domenico Modugno. A fianco a lei il fratello Giorgio, provato da una lunga settimana di passione, perchè è stato necessario avere il nullaosta della Procura di Reggio dopo l’autopsia per poter realizzare le esequie.
Ha accolto amici e conoscenti che hanno fatto la fila per poter regalare una parola, un ricordo, un abbraccio o una stretta di mano. Lui e Marco sono cresciuti a S. Marino e, come dice un amico di vecchia data, “era impossibile non conoscerli”. Da vent’anni Marco e Sergio erano una coppia inossidabile nel lavoro al circolo Arci del Cantone, che avevano rilevato nel 2000 per trasformarlo in un ristorante di culto per gli appassionati della gastronomia carpigiana.
«Non riesco a farmene una ragione - dice Massimo Po, musicista del gruppo che accompagna Alessandra nei concerti - L’altra sera eravamo ad Albinea, è rimasto con noi sino alla fine ed è montato in sella mentre stavamo caricando in auto le ultime cose. L’ho sentito che si allontanava, nel silenzio della notte il rumore della sua moto era inconfondibile. E ora invece lo ritrovo qui». La sorella Anna lo ricorda con affetto: «Era sempre a lavorare o in moto - dice - La sera dell’incidente era allegro perché la mattina dopo sarebbe partito in vacanza per la Riviera con Alessandra e il cane. E dire che non vedeva l’ora di andare al mare. La barca era il suo sogno, tante volte ripeteva che avrebbe voluto cambiar vita».
ULTIMA TAPPA: CANTONE
A Cantone di Gargallo gli amici della frazione. Tutti lo conoscevano anche perché il bar-trattoria del circolo, nel grappolo di case attorno al crocicchio, era l’unico punto di riferimento. «Mi aveva attaccato la passione per la moto - dice commossa Katia Vigetti, che da nove anni lavorava con lui al ristorante - Dopo alcuni viaggi in moto con altri alla fine mi sono convinta anch’io. Pochi mesi fa mi sono fatta consigliare da lui per tuta e stivali e mi ha accompagnato in un negozio specializzato. Mancherà a noi tutti».
«Sì, era sempre disponibile - le fa eco Angelo Salzano, pure lui appassionato di due ruote - A me piacevano le curve e la velocità, lui preferiva i raduni con le Harley, quando poteva. Era in gamba». —
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