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IL TITOLO azionario DELL’AZIENDA DI MARANELLO 

Ferrari riprende il suo volo in Borsa Goldman Sachs prevede quota 163 euro

Stefano Turcato

Il record attuale è a 151, nelle scorse settimane il calo fino a 138. Ora la risalita a 144,95 e la fiducia degli analisti

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Il titolo azionario Ferrari torna a volare verso l’alto nelle quotazioni della Borsa milnaese e gli analisti più accreditati invitano tuttora gli investitori ad avere fiducia in ulteriori incrementi di valore. Nella seduta di ieri le azioni dell’azienda di Maranello hanno fatto segnare una crescita del 2,98% passando a quota 144,95 euro, che diventa significativa se si valuta il pregresso più recente del titolo delle “Rosse”.

Il record assoluto della quotazione in chiusura di seduta risale al 16 luglio scorso con una valutazione di 151,30 euro. In seguito il titolo è gradatamente sceso fino ai 138, 05 euro del 6 agosto scorso e ora sta salendo con una certa regolarità.

Va ricordato una volta di più che Ferrari ha debuttato sulla scena di Piazza Affari nel gennaio 2016 con una quotazione di 43 euro per dare luogo a un’ascesa che non ha bisogno di commenti. Dai 43 euro dell’esordio si passò ai 28 euro di pochi mesi dopo ma in seguito la crescita è stata più o meno costante.

Fra le tappe più significative, nel gennaio 2017 le azioni delle “Rosse” valevano circa 56 euro, a maggio 73 e 77 euro, a fine giugno la quotazione si era abbassata a 75,15 poi il boom in luglio: 81,45 a metà mese fino ai 90 di fine luglio per superare il tetto dei 100 euro in novembre. Quindi si sono registrati cali (88,65 il 20 dicembre) per tornare a crescere sempre più nella prima parte del 2018. Il 27 aprile sale a 101,30 ma soprattutto il 2 maggio c’è un rialzo a 105,75 e poi doppio salto in alto che trascina verso i nuovi record: il 7 maggio a 118,05. Il 15 giugno il nuovo massimo storico del titolo della Casa del Cavallino a 127,65. A settembre la quotazione inizia a scendere fino a 85,56 euro di fine dicembre.

Nel 2019 le azioni Ferrari riprendono a salire: 96,36 il 10 gennaio poi 110,35 il 14 febbraio fino al grande balzo a 143,25 del21 giugno scorso, il record assoluto del 16 luglio a 151,30.

In questo contesto si innestano le valutazioni importanti di analisti di livello elevato, a partire da Goldman Sachs, che ha collocato il titolo fra quelli tuttora appetibili, fissando l’obiettivo di valutazione dal precedente tetto di 150 euro fino a quota 163 euro, vale a dire 182 dollari.

«La nostra tesi è sostanzialmente invariata dopo i risultati in linea con le attese del secondo trimestre 2019 di Ferrari . Ma consideriamo il recente calo del titolo (meno 7% dal 16 luglio) come un buon punto di ingresso», spiega la banca d'affari americana. E ora Goldman Sachs si aspetta che l’azienda delle “Rosse” realizzi una crescita consistente degli utili nei prossimi tre anni: 702,3 milioni di euro quest'anno (785,4 milioni nel 2018), 726,5 milioni il prossimo e 821,6 milioni nel 2021. Di riflesso il dividendo è atteso a 1,13 euro per azione (1,03 euro sul bilancio 2018) sul bilancio 2019, a 1,18 euro per azione sul bilancio 2020 e a 1,35 euro per azione sul bilancio 2021. —



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