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Il commiato a Giuliani imprenditore ceramico uomo dei presepi e attore della solidarietà

Alfonso Scibona
Il commiato a Giuliani imprenditore ceramico uomo dei presepi e attore della solidarietà

L’ex manager di Fiorano ricordato dalle commosse parole del sindaco «Ci lascia una grande persona, piena di idee e appassionata di arte» 

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la storia



La morte di Ferruccio Giuliani, imprenditore scomparso lunedì pomeriggio all’ospedale di Reggio Emilia dopo una lunga malattia che l'ha consumato, ha colpito nel cuore la comunità fioranese che si stringe alla moglie Anna, la figlia Cristina al genero Stefano, le nipoti Lisa, Linda e Sara, al fratello Luigi (collega giornalista), alla sorella Maria Teresa e di tutti i suoi parenti. Tanti i commiati per ricordare la sua figura di imprenditore, uomo di cultura e benefattore.

«Non vi è dubbio che la scomparsa di Ferruccio Giuliani lasci un vuoto nel paese, a causa dell’impegno civico che ha profuso in diverse attività nel campo della solidarietà, dell’educazione scolastica e dell’arte - ha scritto il sindaco Francesco Tosi - ed io l’ho conosciuto in questi ambiti, appezzando la passione con la quale, già ammalato, avanzava idee e proposte sulla attività di distribuzione di viveri a famiglie bisognose, sul coinvolgimento delle scuole nell’educazione pratica all’arte ceramica, sulla valorizzazione della rara collezione di oltre 2000 presepi provenienti da tutto il mondo, proprio per farli conoscere a bambini e ragazzi. Nell’esprimere sentite condoglianze ai famigliari, ringrazio Ferruccio per la collaborazione offerta alla amministrazione comunale».

La sua attività imprenditoriale inizia quando divenne direttore della ceramica San Giuseppe, dove la moglie era socia, per passare poi alla ceramica “Nobile dei Flavi” ed altre ancora. Poi aprì una officina meccanica, quindi decise di dedicarsi al commercio del “mosaico ceramico”. La svolta culturale con la creazione di “L’arte nel decorso, il decorso nell’arte”, con la quale incentivava, pur sempre sul prodotto ceramico, una forma d’arte innovativa. Quest’ultima creazione lo ha portato anche nel mondo della scuola, dell’obbligo e professionale (a Sassuolo) dove ha tenuto corsi, consulenze e portato avanti progetti. Lo si ricorda anche per il suo impegno a favore dei poveri con l’associazione Terrae Novae, per i quali organizzava la raccolta e la distribuzione di generi alimentari. Era impegnato anche con altre associazioni benefiche che operano in Italia e nel terzo mondo, insieme ad un altro industriale, Eusebio Fogliani, con il quale fece il suo ultimo viaggio intercontinentale, per portare aiuti in Perù. È stato il creatore del “Museo del presepio etnico”, allestito a Spezzano, dove ha raccolto oltre mille presepi che nel periodo natalizio ha esposto in molte città italiane. Collezionava anche mignon di liquori di ogni tipo ed icone legate alla tradizione russa.

«Cerco sempre strade nuove - ha detto qualche tempo addietro - per affrontare un problema sempre attuale: circuitare cultura sul e nel nostro distretto, sulla sua evoluzione e sulle sue dinamiche, con la volontà di aiutare i giovani a capire, a inserirsi, a confermare e a cambiare la realtà di oggi per raggiungere nuovi obiettivi e nuovi risultati. Mi piace anche aiutare la povera gente e attorno a noi ne abbiamo tanta». —



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