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Il “papà” delle Gallerie saluta La cultura perde Paolo Donini

Daniele Montanari
Il “papà” delle Gallerie saluta La cultura perde Paolo Donini

Il direttore degli spazi museali lascia dopo 20 anni l’incarico per andare in Veneto «Credo di aver portato la pluralità dell’arte e la capacità di aprirci alla bellezza»

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Colpo di scena estivo nel mondo della cultura pavullese, e non solo: dopo quasi vent’anni di servizio, il direttore delle Gallerie Civiche Paolo Donini lascia e si sposta a Venezia. Dal 1 settembre, mediante un trasferimento in mobilità esterna, assumerà un nuovo incarico dirigenziale presso il Comune di San Donà di Piave. E Pavullo dunque si troverà privo di una figura di riferimento (posto dirigenziale vacante presso l’Area Servizi Culturali e Scolastici) a cui si devono innumerevoli iniziative che hanno dato lustro a Palazzo Ducale e ai suoi ambienti espositivi.

Per Donini si è trattato di una scelta di avvicinamento al nucleo famigliare, che risiede nel veneziano: ha partecipato al bando di selezione emesso nelle settimane scorse da San Donà e l’ha vinto. Dal Veneto l’avevano chiesto in servizio già dal 1 luglio, ma il sindaco Luciano Biolchini ha scritto una lettera chiedendo un rinvio dei termini per esigenze organizzative. Così c’è stato un posticipo di due mesi, ma ormai siamo al momento della partenza.

Non sarà semplice dopo tanto tempo ridefinire la conduzione delle Gallerie Civiche pavullesi mantenendo il profilo di riferimento per l’arte contemporanea raggiunto in questi anni, in cui si sono distinte per la qualità e la raffinatezza delle proposte espositive. Più di 180 le mostre, gli eventi e i progetti culturali in tutti i codici e i linguaggi contemporanei ideati e curati dal direttore Donini, che ha svolto le sua attività quale operatore culturale realizzando uno dei rari modelli di gestione diretta, a conduzione interna, puntando alla massima valorizzazione delle risorse e professionalità disponibili. Facendo scelte espositive di livello nel rispetto delle esigenze civiche di rappresentazione del territorio e partecipazione della comunità.

«A lui il più sentito ringraziamento da parte mia e di tutta la mia amministrazione per l’eccellente lavoro svolto in questi anni, che ha dato lustro a Pavullo» dice Biolchini nel suo saluto.

Donini lascia a Palazzo Ducale un patrimonio di credibilità, contatti a livello nazionale e collaborazioni con importanti gallerie, artisti, collezionisti, nonché una bibliografia di oltre 80 cataloghi collettivi e monografici corredati dai suoi testi critici. «La prima mostra che ho allestito a Palazzo Ducale quasi vent’anni fa s'intitolava “Il senso dello spazio” - ricorda Donini - e in questi anni credo di avere dato a questi spazi una onesta pluralità di significati, occasioni di bellezza, dubbio e riflessione. Il mio saluto alle Gallerie avviene ora con la mostra, appena terminata, di Michelangelo Galliani intitolata “La via d’oro”: un titolo rettilineo e dinamico, che mi piace vedere aperto alla luminosità e al futuro di questo luogo».

Donini è anche poeta e scrittore: il suo ultimo racconto “La scatola di latta” pubblicato ad aprile da Voland Edizioni sarà a settembre al Poesia Festival. —

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