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Scuole, firmano i nuovi presidi ma tanti potrebbero rifiutare

Luca Gardinale
Scuole, firmano i nuovi presidi ma tanti potrebbero rifiutare

I dirigenti che hanno vinto il concorso e sono stati assegnati in provincia sono 40 Chi viene dal Sud sta valutando il trasferimento, si riapre il problema reggenze

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Le risposte arriveranno tra qualche giorno, quando tutti gli interessati avranno deciso se firmare o meno: sul piatto, per buona parte di loro, ci sono diverse cose da valutare, dalla distanza alla complessità della situazione da affrontare. Al centro c’è la scuola modenese, e in particolare i nuovi 40 dirigenti scolastici che, grazie all’ultimo concorso nazionale, sono stati assegnati alla nostra provincia, migliorando nettamente una situazione che finora ha visto 44 reggenze (ovvero situazioni in cui manca il preside, e dunque la direzione è affidata a un reggente) su 89 istituti scolastici di ogni ordine e grado del modenese. Un cambiamento netto, insomma, perché con i nuovi arrivi annunciati venerdì scorso dall’Ufficio scolastico regionale si passerebbe da 44 a 10 reggenze, e dunque a una situazione molto meno emergenziale, considerando che ogni reggente dirige almeno due scuole. Per passare dal condizionale al presente, però, bisognerà aspettare ancora qualche giorno: il passaggio dai concorsi regionali a quello nazionale ha fatto sì che dei 40 nuovi presidi, almeno 30 vengano da fuori regione, e in particolare dal centro Italia, a causa di un effetto domino dovuto alla carenza di posti negli istituti del sud. E se ovviamente il sistema scolastico modenese non avrebbe problemi ad “accettare” dirigenti da altre regioni, bisognerà verificare se è vero il contrario: diversi dei nuovi presidi residenti fuori regione, infatti, non hanno ancora firmato - ieri era il primo giorno utile per farlo - perché stanno valutando l’opportunità di accettare o meno il posto “vinto” con il concorso. Il primo motivo dei ripensamenti è ovviamente logistico, perché i trasferimenti comportando scelte familiari, ma allo stesso tempo qualche dirigente “in pectore” sta valutando l’opportunità di accettare o meno il posto dopo essersi informato sulla “complessità” dell’istituto che si troverà a gestire. Al momento, insomma, non è affatto scontato che tutti i 40 nuovi dirigenti firmeranno, e visti i tempi stretti e l’imminenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, è altamente improbabile che in caso di rinuncia ci sarà una surroga immediata: in sostanza, almeno per quest’anno è probabile che i nuovi presidi che diranno “no” lasceranno il posto vacante, con il rinnovo del meccanismo della reggenza. Una situazione che crea comprensibilmente qualche tensione nel sistema scolastico provinciale, e che al momento rende difficile festeggiare per un concorso che in teoria avrebbe risolto buona parte dei problemi, donando alle scuole «nuova linfa vitale - come ha spiegato venerdì scorso il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Versari - grazie all’eterogeneità delle esperienze e all’entusiasmo per il nuovo incarico. Dirigere una scuola - ha detto ancora Versari - implica importanti responsabilità, capacità di leadership e impegno assiduo, e al contempo costituisce opportunità privilegiata, perché si svolge in contesti educativi di istruzione, cuore per lo sviluppo del capitale umano del nostro Paese». —

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