Tangenziale, lavori abusivi Anas risarcirà 381mila euro
Dopo vent’anni di ricorsi al Tar i proprietari dell’azienda Cra vincono la causa L’ente strade condannato per espropri illegittimi e danni a campi e coltivazioni
Altri 381mila euro di risarcimento, sempre per la costruzione di una strada e ancora una volta l’oggetto della contesa è l’occupazione forzata e illegittima di terreno agricolo.
Questa volta chi dovrà mettere mano al portafoglio è l’Anas, che è stata condannata dal Tar del Lazio a pagare al Cra (centro Ricerche Sperimentazione in Agricoltura) quanto è stato sottratto per la costruzione della tangenziale di Castelfranco. Infatti per più di cinque chilometri l’arteria autostradale che scavalca il paese è stata costruita sui terreni della Beccastecca, un’azienda agricola dove vengono effettuati esperimenti e innovazioni genetiche e alimentari grazie a un allevamento pilota.
Le conseguenze sono pesanti a fine lavori perchè non solo c’è un grande pezzo del fondo che è strangolato tra due corsie d’asfalto , la rete scolante dei campi è distrutta e l’acqua ristagna; insomma, addio a quel poco di reddito dai campi.
Bene, siccome la sede dell’azienda è a Roma ed è collegata a un ente pubblico, i responsabili non ci hanno pensato due volte a fare causa all’ente delle strade.
Nel 1994, alla vigilia della maxi operazione che avrebbe portato allo scioglimento di Anas e alla sua privatizzazione, il commissario straordinario che opera sotto la sorveglianza del primo governo Berlusconi si affretta a dare il via libera alla sospirata (e contestata) tangenziale.
Nel luglio ’95 la Giustino Costruzioni inizia le procedure per il decreto d’urgenza sui terreni in corso di esproprio, per una superficie che occupa complessivamente 11.680 metri quadrati della Beccastecca. Tutto risolto? No. Due anni dopo nuova variante e nuovo progetto e qui iniziano i problemi per il proprietario del fondo. Nel novembre del ’98 il Prefetto autorizza l’Anas a occupare d’urgenza i terreni necessari e tre mesi dopo la proprietà presenta al tar del lazio la richiesta di annullamento dei due provvedimenti, cioè variante e occupazione. Ma soprattutto l’Istituto di Zootecnia presenta nel luglio 2000 il conto dei danni , 381 mila euro.
Puntualmente il Tar Lazio accoglie le richieste dei danneggiati e intima all’Anas di risarcire il dovuto e nel 2002 arriva il conto, 180 mila euro. Di lì parte un reticolo di abboccamenti sponsorizzati dal Comune di Castelfranco che portano nel 2003 a un incontro congiunto in cui Anas sottoscrive l’impegno a rimettere a posto i danni sui campi, cioè viabilità e pendenze, riducendo l’esborso in contanti. Tutti contenti dunque?
Per nulla. Perchè? Semplicemente l’Anas non fa proprio nulla e quindi al Cra non resta altra strada che rivolgersi nuovamente al Tar del Lazio.
Venticinque anni dopo il primo decreto che faceva partire le procedure per la tangenziale di Castelfranco e sedici dopo il suo completamento, la società ha avuto ragione su tutta la linea. Anzi, uscita dal processo l’impresa costruttrice, l’Anas è stata condannata anche a pagare le spese giudiziarie. E il Comune di Castelfranco? All’epoca si mise in mezzo pur di agevolare il buon fine dei lavori, ma oggi in giunta non c’è più nessuno che ricorda quei tempi.
Tutti troppo giovani per aver avuto a che fare con quella strada. —
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