Presi mentre rubano una ventina di batterie dal ripetitore telefonico
La Squadra Mobile della polizia dopo varie segnalazioni ha colto sul fatto due ladri specializzati Ogni pezzo vale sui 300 euro
Tutto si ruba . Anche le batterie dei ripetitori telefonici. Può sembrare una stranezza, un colpo improvvisato da qualche ladruncolo inesperto che aprendo una di quelle cabine ai piedi degli antennoni, dei tralicci che si trovano spesso in campagna abbia voluto frugare e fare un po’ di shopping. Ma non è così, è una nuova “specializzazione” e i furti ed i relativi assalti ai ripetitori si stanno ormai diffondendo in tutta Italia. Anche dalle nostre parti, e non è la prima volta. L’altro giorno gli investigatori della squadra mobile hanno colto con le mani nel sacco due malviventi, un 60enne e un 50enne entrambi campani ed entrambi pluripregiudicati: sono stati tratti in arresto sia per furto aggravato e continuato, che per ricettazione. I due “pendolari” specializzati avevano preso di mira un ripetitore che si trova nella campagna di Savignano e avevano già caricato sul loro furgone una ventina di batterie che avevano prelevato dopo aver forzato il gabbiotto dove si trova la centralina del ripetitore telefonico.
La polizia è intervenuta cogliendoli in flagranza di reato. Era infatti da un po’ che le compagne telefoniche segnalavano alle forze che si stavano verificando alcune “anomalie” ai loro ripetitori: alle loro centrali infatti arrivavano dai ripetitori stessi degli allarme, degli “alert” che qualcosa era stato manomesso. Cosicché, evidenziato il problema alla polizia, e anche alla luce di una passata razzia avvenuta in aprile quando a Castelfranco, sempre da ripetitori telefonici, venne razziata una ottantina di batterie, poi recuperate dalla polizia stradale, gli investigatori hanno tenuto d’occhio i possibili obiettivi. E l’altro giorno non è sfuggita loro la presenza di un furgone in campagna e di due che armeggiavano ai piedi del ripetitore: è scattato l'arresto e la merce è stata subito recuperata. Alcune batterie erano state rubate altrove. La batterie hanno un valore consistente che varia dai duecento ai trecento euro, almeno duecento euro e hanno, evidentemente, un mercato parallelo che permette, con opportuni accorgimenti, di utilizzarle anche per altri scopi che non siano quelli di alimentare i ripetitori quando, ad esempio, ci sono cali di tensione sulla rete normale o quant’altro. —
S.TO
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