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Ucciso dalle api in Africa «Francesco era speciale»

Serena Arbizzi
Ucciso dalle api in Africa «Francesco era speciale»

L’ex sindaco Cigarini e il medico Arisi erano stati con l’apicoltore Ruini in Ghana L’amico Malagoli: «Era generoso, non lo spaventavano le mete lontane»

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«Era un professionista e una persona straordinaria. Non potevamo crederci quando abbiamo sentito che era morto, dopo che lo avevamo saluto soltanto mezz’ora prima». L’ex sindaco di Carpi Werther Cigarini e il ginecologo, esponente di spicco nazionale della sinistra Emililo Arisi avevano salutato l’apicoltore Francesco Ruini pochi istanti prima che succedesse il peggio. Sia Cigarini, sia Arisi, si trovavano, infatti, in Ghana per Africa Libera, associazione carpigiana di cui Ruini faceva parte. E hanno trascorso insieme a lui una settimana, prima di partire per la Costa d’Avorio.

Ha lasciato profondo sgomento in tantissimi carpigiani la morte di Francesco Ruini, 66 anni, apicoltore noto a livello nazionale. Ruini si trovava nell’Africa occidentale dal Ferragosto scorso, come consulente tecnico dell’associazione. E durante quest’ultima missione è stato accompagnato da carpigiani.

«Cigarini e Arisi sono poi partiti per la Costa d’Avorio dopo avere trascorso una settimana insieme a Ruini - spiega Enzo Malagoli di Africa Libera - Si erano salutati al mattino. Lui stava andando dai ragazzi del corso di cui era consulente. Poi è accaduto l’irreparabile. Si stava vestendo, infilandosi guanti e abiti adatti ad avvicinarsi alle arnie. Ma è stato travolto da uno sciame».

Ruini si trovava a Nkoranza, paese del Ghana dove ha sede Africa Libera, che lì, come in altri Stati sta cercando di trasmettere conoscenze basilari di alcune discipline alla popolazione, così che si possa sostenere.

«Avevamo un progetto a Nkoranza, chiamato, per ironia del destino, “Be happy”. In Ghana siamo presenti da 18 anni - prosegue Malagoli - Abbiamo un centro sociale dove le donne vanno a partorire ed è stato istituito un laboratorio con una ventina di arnie, a disposizione di altrettante persone che potevano apprendere i segreti delle api per poi avviare un’attività a loro volta. Avremmo voluto esportare il progetto in Costa d’Avorio grazie anche alla volontà di Francesco. Ora, naturalmente, è stato bloccato tutto».

«Prima che partisse gli avevo fatto gli auguri - conclude Malagoli - Poi abbiamo continuato a sentirci tramite i filmati che ci mandava. Si è proceduto alla cremazione e stiamo sbrigando le procedure per il rientro in Italia. Lui non era spaventato dal volontariato in luoghi lontani e difficili come l’Africa. Era di una generosità incredibile. Non si perdeva mai d’animo, ma, anzi, contagiava con la sua positività sorprendente.

Ruini faceva parte del Conapi (Consorzio nazionale apicoltori). Sul sito del Conapi è presente una mappa degli apicoltori associati, suddivisi per regione, e nel settore relativo all’Emilia Romagna compare una scheda relativa all’azienda del 66enne, che produce miele e millefiori, acacia e nuclei.

«Il mio incontro con le api - spiega sul sito lo stesso Ruini - è avvenuto presto. La mia prima maschera l’ho indossata a 6 anni per accompagnare mio padre che, casaro di professione, era apicoltore per passione. Quando andò in pensione, si dedicò alle api, e io con lui». —



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