Muzzarelli: «Coi 5Stelle dialogo possibile»
Il sindaco guarda alle ricadute locali del nuovo governo: «Nei ministeri persone che conoscono il bene dei territori»
«Deve essere davvero uno Governo di svolta, il Paese ha bisogno di decisioni forti per cambiare rotta rispetto alle scelte prese nell’ultimo anno e mezzo. Solo così avremo la forza di spiegare ai cittadini il senso di quello che sta succedendo a Roma».
Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ha accettato di commentare l’incarico a Giuseppe Conte per formare il governo dopo il via libera del Pd a un’alleanza con il Movimento 5 Stelle e, nel suo ufficio in piazza Grande, quella che doveva essere solo una breve dichiarazione si trasforma in un ragionamento più ampio sull’agenda che si deve dare il nuovo governo. Sul tavolo, insieme ai quotidiani, la copertina di Famiglia Cristiana che dice: “Politici, basta irresponsabilità. Ci vogliono concretezza e valori”.
Che ne pensa, sindaco?
«È ora di voltare pagina, andiamo oltre il Papeete, da dove Salvini a torso nudo ha fatto partire la crisi, ma andiamo oltre anche rispetto alle tante contraddizioni che hanno caratterizzato i 14 mesi di governo gialloverde. Ripartiamo dai bisogni delle famiglie, dal tema del lavoro, dalla scuola, dall’ambiente, dalle imprese che hanno bisogno di punti fermi, non di spot elettorali. E ripartiamo dai Comuni e dal valore dei territori».
In che senso dai Comuni?
«Per il governo precedente gli enti locali quasi non esistevano, ne abbiamo avuto la prova tante volte, nemmeno la cortesia di rispondere alle lettere. Ma c’è di peggio: nell’unica Legge di bilancio di Lega e 5Stelle non c’è stato nulla di strutturale per i Comuni, solo rinvii di provvedimenti, che oggi rappresentano un problema in vista dei bilanci».
Uno degli obiettivi del Conte bis, per esempio, dovrebbe essere quello di evitare l’aumento dell’Iva.
«È importante, però non c’è solo quello. Lo ha spiegato bene qualche giorno fa l’assessore al Bilancio Cavazza dicendo che bisogna fare presto, ma non in fretta, non con provvedimenti frettolosi, soprattutto non scaricando sui Comuni il peso della manovra economica che non sarà certo semplice. Probabilmente è uno dei motivi che ha fatto scappare Salvini dalle responsabilità… promettere di togliere le accise e di tagliare le tasse è facile, il difficile viene quando ti chiedono conto delle promesse».
Qualche consiglio al futuro ministro dell’Economia?
Il sindaco recupera dei fogli dalla scrivania, sono quattro pagine fitte fitte di cifre e riferimenti normativi. «Questo è l’appunto che in luglio ho dato al segretario del Pd Zingaretti, come leader dell’opposizione, in vista del confronto che ci sarebbe stato in Parlamento sulla Legge di bilancio. Sono le indicazioni puntuali su di una serie di interventi tecnici indispensabili per dare certezze ai Comuni: dalle modalità di utilizzo delle economie alla gestione dei Fondi crediti, fino al rifinanziamento di alcune voci di spesa. Appena avremo un interlocutore…».
A proposito, il sindaco di Bologna Merola ha rivendicato un posto per la città nel nuovo esecutivo. È una richiesta che fa anche lei?
«Quello che serve è avere al Governo persone che conoscano le esigenze del territorio, ma preferisco guardare alle competenze prima della carta d’identità. Di certo, vanno inseriti nel programma interventi a sostegno degli investimenti dei Comuni, sul modello di ciò che è stato fatto con il Progetto Periferie. A Modena quelle risorse, insieme ai fondi europei, ci hanno consentito di avviare processi di rigenerazione urbana importanti. E di dare un sostegno concreto allo sviluppo e all’occupazione».
Quali sono i settori sui quali orienterebbe questi investimenti?
«Nelle città bisogna affrontare il tema della mobilità sostenibile, ma per realizzare piste ciclabile, percorsi moderni per il trasporto pubblico, riqualificare la sosta, riorganizzare i quartieri come zone 30 servono anche le risorse».
E poi c’è il tema delle infrastrutture, ce ne sono alcune che aspettano da anni.
«Su questo chiedo al nuovo Governo responsabilità e serietà, guai a ripiombare nei teatrini di questo ultimo anno. Non servono gli studi di fattibilità per le opere già progettate e finanziate. Si vada avanti, presto, con la Complanarina, con lo Scalo Merci e con la Bretella intervenendo sul progetto per eliminare i caselli. Lo ribadirò al nuovo ministro».
Tra le cose che aspettano ci sono anche le sue richieste a Salvini sulla sicurezza.
«Mi auguro sia finita la stagione dei ministri della Paura, che usano i Social per fomentare odio e rancore, ma che poi evitano di dare risposte ai territori e sperano di cavarsela con uno slogan e qualche selfie. Noi l’aggiornamento del nostro Piano sicurezze l’abbiamo presentato (più operatori, più telecamere, sostegno al controllo di vicinato…) e ora siamo pronti per andare a firmare il rinnovo del Piano Modena sicura e a discutere del rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine. Ma il nuovo governo deve dare il segnale della svolta anche rispetto ai valori di riferimento, smontando quei decreti sicurezza che creano solo problemi».
Deve cambiare anche la strategia sull’immigrazione?
«Sono i territori a chiedere un cambio radicale su immigrazione e accoglienza. Basta fare propaganda sulla vita di qualche decina di persone bloccate in mezzo al mare quando il tema vero riguarda migliaia di persone che comunque continuano ad arrivare in Italia e l’unico risultato concreto di questi 14 mesi è stato quello di creare il caos nelle Prefetture con i bandi di accoglienza. Ai sindaci, poi, deve essere permesso di mettere in pratica un Patto sociale che possa tenere insieme accoglienza, diritti e lavori utili alla comunità».
Sul tema del Welfare come valuta l’impatto del reddito di cittadinanza?
«Al momento è ancora presto per fare valutazioni. Tra i compiti del nuovo governo ci sarà quello di verificare l’efficacia di questa misura e trovare il modo di integrarla con le politiche di welfare che Comuni e Regioni sviluppano da tempo. Nell’attenzione ai più deboli, dove è indispensabile l’equità, sarebbe un errore continuare a procedere su binari paralleli. Serve una strategia coordinata per il sostegno di chi è in condizioni di bisogno».
Il tema dell’alleanza tra Pd e M5S si proporrà presto anche a livello locale.
«Avevo detto che se i 5 Stelle, dopo aver fatto da stampella a Salvini per un anno approvando di tutto, sono capaci di discutere del proprio fallimento si può arrivare a definire una nuova alleanza e a dare vita a un governo di svolta a livello nazionale. A Modena la maggioranza di centro sinistra è solida, non abbiamo all’orizzonte la necessità di accordi, ma se i 5 Stelle vorranno discutere del bene della città, smettendo la politica del sospetto e del pregiudizio, la porta è sempre aperta». —
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