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Il pubblico ministero Giuseppe Amara 

«Non ci sono alternative È stato un doppio suicidio»

S.C.
«Non ci sono alternative È stato un doppio suicidio»

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IL MAGISTRATO

«Al momento non ci sono ipotesi alternative a quelle del doppio suicidio. La porta era chiusa dall’interno, le due persone sul letto non mostrano alcun segno di violenza. Tutto fa pensare che hanno scelto consensualmente l’ultimo passo».

Poche parole da parte del Pm Giuseppe Amara che intervenuto per il sopralluogo nella stanza dell’hotel dopo che la Scientifica aveva effettuato i rilievi sui due cadaveri. I primi indizi raccolti non lasciavano adito a dubbi.

«Avvelenamento» questa l’ipotesi più verosimile. Nelle prime ispezioni compiute con l’ausilio della medicina forense non c’erano tracce di sostanze illegali. Inevitabile quindi il collegamento con alcuni farmaci, visto che da tempo entrambi erano sotto cura per malattie gravissime e con esito infausto.

«Non trascuriamo alcuna ipotesi - aggiunge il magistrato - Lavoreremo per trovare altre prove ma quello che è accaduto è evidente. Tutte le prove presenti sinora nella stanza non lasciano adito ad altre interpretazioni».

L’overdose di farmaci, di quelli che si possono prendere regolarmente in farmacia, con o senza ricetta, si era parlato subito dopo il rinvenimento dei cadaveri.

A dire la parola finale ci penseranno le relazioni dei medici legali arrivati sul posto per controllare eventuali anomalie sui corpi. Ma sino a ieri sera non c’era un solo particolare per avanzare ipotesi diverse da quelle del doppio suicidio.

Lo scrupolo del Pm e dei carabinieri nel verificare ogni dettaglio fa parte della tecnica delle indagini. La realtà dei fatti era evidente. Leonello e Graziella hanno deciso insieme di porre termine alle loro sofferenze. —

S.C.

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