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SONDAGGIO/ Votate la donna che merita l’intitolazione di una strada

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SONDAGGIO/ Votate la donna che merita l’intitolazione di una strada

Sul sito della Gazzetta un sondaggio per i lettori Viaggio in città alla scoperta delle “vie rosa oscurate” e senza alcun riferimento

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Troppe poche donne sulla cartina di Modena. Un divario rispetto al mondo maschile immenso e che con le prossime intitolazioni nella zona del comparto Morane o dell’ex Amcm dovrà essere almeno in parte rimarginato. Per questo la Gazzetta lancia sul proprio sito internet un sondaggio per i propri lettori: a quale donna vorreste che fosse intitolata una strada o una piazza in città?

Gli spunti non mancano e nell’edizione di ieri l’assessore Roberta Pinelli, esperta di toponomastica, aveva lanciato alcuni suggerimenti, donne modenesi o che hanno un forte legame con la città che si sono distinte nel mondo della politica, dello sport e dello spettacolo.

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Ad esempio Bice Ligabue che negli anni Venti fu segretaria del Partito Comunista, poi partigiana e assessore. Oppure le campionesse Franca Rio, pattinatrice, o Wally San Donnino, tennista. Il soprano e direttrice d’orchestra Bulgarelli Carmen Campori o Nilde Iotti, reggiana e prima presidente della camera, ma che adottò un’orfana della strage delle Fonderie. O ancora Roberta Bergonzoni, avvocato ed assessore che si distinse per le sue lotte per i diritti delle donne.

LE DONNE “OSCURATE”

In alcune strade, tuttavia, avviene qualcosa ti ancora più beffardo. Vi sono cartelli che non specificano che quei nomi in realtà appartengono a donne.

C’è ad esempio una strada laterale di via Giardini che riporta la scritta: via F. Massolo, medico. Quella F. non sta per Franco o Francesco, bensì per Fausta. E quel medico forse è un po’ riduttivo, poiché Massolo fu primaria e di fatto colei che realizzò il reparto di oncoematologia pediatrica, introducendo le figure dei maestri e degli psicologi per i piccoli pazienti. Una professionista straordinaria e amatissima, tanto che la Casa di Fausta, che oggi accoglie le famiglie dei piccoli malati, è chiamata così in suo onore.

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C’è un’altra strada, via T. Burchi. Lei è Teresina Burchi, straordinaria soprana, la migliore dei suoi tempi, originaria di Sestola vissuta tra il 1877 e il 1963. Altra grandissima donna di musica fu Cecilia Paini e anche per lei la targa sulla via che le è stata dedicata riporta C. Paini. Fu una bambina prodigio, una musicista straordinaria nata a Parma e morta a Modena.

Non morì nella sua città, invece, Enrichetta: la via a lei intitolata sul cartello riporta solo E. Castiglioni. Aveva 30 anni quando perì di stenti e malattia in carcere a Venezia dopo essere stata catturata durante i moti carbonari del 1831 a Modena. Il suo elogio funebre fu celebrato addirittura da Giuseppe Mazzini.

Figure eccellenti, ma nessun riferimento sulle targhe ricorda al mondo che furono donne. —

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