Cinquant’anni fa nasceva il nido Bonacini la prima scuola comunale per i più piccoli
Oggi la struttura si chiama Triva, in ricordo del sindaco che la inaugurò: viaggio in una storia fatta di passione che è ancora un esempio
LA STORIA
“E pappa cia cia cià….”. Era l’ottobre del 1969 quando questa canzoncina rimbalzava nel primo asilo nido comunale, il Bonacini (oggi Triva), e raccontava una straordinaria storia di impegno politico e di passione civile. In quegli anni il lavoro femminile era in forte espansione e richiedeva con urgenza una risposta di accudimento per i bambini 0-3 anni. Gioacchino Fiaccavento, Ufficio Tecnico Onmi (Opera nazionale assistenza minori), nel premettere che “l’asilo nido deve corrispondere alle esigenze specifiche della comunità” (Maternità e infanzia, I, 1969) aveva esplicitato il criterio per il calcolo di fabbisogno in tutta l’Italia: era stato scelto il piano di sviluppo dell’Emilia Romagna per la maggior presenza di industrie e per il più alto sentimento di intervento sociale. Quel calcolo previde la necessità di 10.000 nidi, erano invece 764 quelli effettivi, e furono 3.800 quelli promossi dalla L.1044/1971 istitutiva degli asili nido comunali con il concorso dello Stato. E’ facile calcolare che il Comune di Modena, spronato dai cittadini, aprì il Bonacini ben due anni prima della normativa nazionale, finanziando il progetto con un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti. «Fu una scelta coraggiosa da parte dell’Ente locale», sottolinea Lorenzo Campioni, ex responsabile regionale, «perché in quel momento l’asilo nido era ritenuto spesa-non-necessaria».
A Modena era presente il nido Onmi, oltre a quello aziendale della Manifattura Tabacchi dove Luciano Pavarotti e Mirella Freni erano divenuti “fratelli di latte”. C’era un bisogno urgente di altri nidi e c’erano idee nuove che circolavano: non più asili di assistenza ma di educazione, di socializzazione e di partecipazione. «Il Bonacini è stata un’invenzione di persone che ci hanno creduto», dicono ancora oggi le protagoniste dell’Udi, in prima fila con il Cif e il Quartiere San Lazzaro nelle lunghe lotte per l’apertura. Luciana Torricelli, la prima coordinatrice pedagogica dei nidi comunali, ricorda: «Il nido Bonacini è stato rappresentativo di tutti i cambiamenti. Era passione! Qui le generazioni si incontravano, le educatrici avevano la stessa età delle mamme. È diventato emblema della trasformazione e traghettatore di servizi». Il guardaroba che, come prevedeva l’accordo con l’Onmi (ente sciolto nel 1975) all’inizio era il luogo in cui i bambini indossavano grembiulini e ciripà, in poco tempo fu adibito all’accoglienza del personale e dei genitori per le riunioni della gestione educativa e sociale. Marco Cugusi ebbe due figlie al Bonacini: «E’ stata un’esperienza straordinaria! Ero arrivato a Modena da quattro anni e avevo dubbi sull’educazione istituzionalizzata. Invece ancora oggi so il nome delle tate e di tutto il personale!».
Nel 2003 il Bonacini ha cambiato nome, è diventato Nido d’Infanzia Triva, in onore e in ricordo di Rubes Triva, il sindaco che lo inaugurò nel 1969. In tutti quegli anni i bambini avevano continuato a cantare “e pappa cia cia cià” mentre, nel più ampio contesto normativo e pedagogico, si coltivava il passaggio da una cultura dei bisogni a una cultura dei diritti per i soggetti in età evolutiva. A Modena nel 1982 i nidi comunali transitarono dall’Assessorato ai Servizi Sociali alla Pubblica Istruzione; nel 1988 nacquero i servizi integrativi con 3 Centri Gioco sperimentali; negli anni ’90 è stato istituito il sistema integrato pubblico-privato; nel 2000 Modena ha vinto il primo premio del Ministero dell’Ambiente per il “miglior progetto per una città sostenibile”. Nel 2015, dopo 44 anni da quello storico 1969, c’è di nuovo aria di protesta con raccolta firme e sit-in contro una scelta che appare inopportuna: «Nessuna chiusura, ma a causa della riduzione della natalità e del calo del numero delle domande, l’amministrazione ha deciso di trasformare il nido d’infanzia Triva, ex Bonacini, in un Centro per bambini e genitori», dichiara Benedetta Pantoli, dirigente del Settore Istruzione. Da quella data, il Triva accoglie tutta la città. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google