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Gli aerei militari sfrecciano nei cieli dove i cadetti imparavano il volo

Daniele Montanari
Gli aerei militari sfrecciano nei cieli dove i cadetti imparavano il volo

Aprono i Mondiali all’aeroporto “Paolucci” fondato nel 1931 Tra le due Guerre si insegnava a veleggiare senza gasolio

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Ieri si sono già visti sfrecciare in prova, oggi saranno il grande “effetto speciale” del momento più atteso: l’inaugurazione del terzo campionato del Mondo di Volo e Vela classe 13,5 metri, che fino al 14 settembre accenderà l’aeroporto “G.Paolucci” assieme alla prima competizione sperimentale E-Glide dedicata alla propulsione elettrica. Alle 18, in concomitanza con l’accensione del braciere olimpico posto davanti al municipio, due Eurofighter, tre aerei biposto Tecnam Sierra P 2002, un aereo acrobatico Yak 50 e un elicottero della polizia di Stato sorvoleranno i cieli di Pavullo, e l’aeroporto, dando un brivido: l’omaggio della grande aviazione odierna alla competizione, certo, ma anche alla struttura che fu storica culla dell'aviazione italiana.

A Pavullo, infatti, nel 1927 nacque la prima scuola italiana di Volo a Vela, cioè senza motore con gli alianti, il cui primo direttore fu il capitano Umberto Nannini, coadiuvato dal tecnico Luigi Teichfuss. Il primo corso ebbe un esito positivo, tanto da convincere il ministero ad emettere il decreto per l’istituzione a Pavullo di un aeroporto sede di una Scuola Centrale di Volo a Vela, concretizzata a fine 1928 dopo soli 187 giorni di lavoro, su progetto dell’ingegner Umberto Costanzini. A seguito di Regio Decreto, il 2 luglio 1931 nacque ufficialmente l’aeroporto, che venne intitolato a Giulio Paolucci, giovane aviatore romagnolo tragicamente caduto nel 1928 sui prati di Pavullo. Le attività fiorirono, finché il 5 agosto 1944 la struttura non venne integralmente distrutta, proprio per la sua strategicità, dai tedeschi in ritirata. E così nel dopoguerra la scuola di Volo a Vela venne trasferita a Guidonia.

Nel Frignano, nel 1955, nacque l’Aero Club, ma le attività continuarono a languire, finché nei primi anni ’60 l’area non fu riscoperta da un gruppo di paracadutisti, che ne riconobbero il potenziale.

«Ma l’aeroporto ormai aveva perso la sua identità - spiega Roberto Gianaroli, presidente dell’Aero Club - nel 1985 era a un bivio: vivere o chiudere, in un contesto gravato anche dai rischi legati alla speculazione edilizia. Determinante fu il riconoscimento della strategicità dell’area, riconosciuta in capo allo Stato e quindi sovraordinata, in particolare con l’apposizione nel 1991 di vincoli molto forti».

Si era scelto di vivere, insomma: negli anni ’90 nacque la prima Scuola Italiana di Volo a Vela con decollo dell’aliante col sistema del verricello (l’avvolgimento rapidissimo di un lungo cavo), tuttora d’eccellenza nel panorama italiano. Poi lo sviluppo strutturale, con l’avvio nel 2003 dei lavori per la nuova pista «inaugurata il 5 agosto 2005, esattamente 61 anni dopo la sua distruzione - ricorda Gianaroli - in un momento dall’alto valore simbolico. Da non dimenticare poi nel 2000 un altro fondamentale riconoscimento arrivato allo scalo con la nascita della quarta base regionale di elisoccorso. E il mantenimento di uno stretto rapporto con l’Esercito e l’Aeronautica, che nel 2015 è tornata a portare i suoi ufficiali per un’attività formativa legata al verricello, per ricondurre questa tecnica all’interno di programmi didattici».

Poi i raduni sempre più importanti, gli investimenti e da ultimo il restyling realizzato per il Mondiale «che è la consacrazione di un percorso ma non un punto d’arrivo - nota Gianaroli - visto che abbiamo altri importanti progetti in cantiere». Questa avvincente storia è narrata nel libro “Sulle ali del vento - Storia di un aeroporto di montagna” realizzato da Francesco Marzani (a cui si devono le foto d’epoca qui pubblicate), Ivan Giusti e Mauro Lineti, che sarà presentato domani alle 19 da Vittorio Sgarbi in piazza Montecuccoli insieme a “Novecento volume 2”.

Ma prima l’oggi: l’intenso pomeriggio a Pavullo inizia alle 15.45 con il raduno in piazza Nassiriya, da dove alle 16 partirà la sfilata che arriverà alle 16.45 in piazza Montecuccoli, attesa dalle autorità. Previsto l’arrivo anche del ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Quindi alle 18 l’ingresso in piazza della fiamma olimpica partita a mezzogiorno da Modena, e la solenne accensione del braciere. Mentre in cielo sfrecceranno gli aerei. Aperitivi e degustazioni nei vari locali del centro, e stand di beneficenza in piazza San Bartolomeo. —

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