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il legale ha percorso 1214 chilometri 

L’impresa dell’avvocato Vecchi Dalla toga alla... bici per 86 ore

Alfonso Scibona
L’impresa dell’avvocato Vecchi Dalla toga alla... bici per 86 ore

Cinzia: «Mi appassionai a Pantani tanti anni fa, e ho cominciato per diletto» Ora ha tagliato nei tempi il traguardo della “Randonnee” Parigi- Brest -Parigi

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Nome e cognome: Cinzia Vecchi. Professione: avvocato. Passione: bici da corsa.

A Sassuolo la conoscono in tantissimi (tra l’altro è figlia dell’ex sindaco Alcide, che è stato in carica dal 1970 al 1980) soprattutto per la “bici”. È insieme a Tiziano “Titti” Belli (fratello di Paolo), è stata protagonista nei giorni scorsi di una “Randonnee” da brividi, per la sua lunghezza: la Parigi-Brest-Parigi. Tutta in bici.

Da dove parte la passione per la bici da corsa?

«In famiglia abbiamo sempre usato le biciclette – dice Cinzia - ma la mia passione scaturisce dalle imprese di Marco Pantani, circa 17 anni fa, quando mi sono detta: “provo anch'io”. Logicamente, a 37 anni suonati, non avevo velleità di eccellere ma di fare qualche sgroppata sui saliscendi delle nostre colline. Ho provato e, praticamente, non sono più scesa dalla bici, con la quale trascorro tutti i miei momenti liberi».

Ma prima di arrivare ad una “Randonnee” come quella francese da 1214 chilometri ci sono stati degli avvicinamenti di anni, per avere il brevetto di partecipazione.

«A poco a poco ho cominciato a percorrere delle distanze sempre maggiori e non solo nei paraggi. Certo, andare a Prignano o Castelvetro nella quotidianità basta, ma con gli amici di questo sport ho fatto diverse gare come la “Maratona delle Dolomiti” da 138 chilometri; la “Nove colli” di Cesenatico di circa 209 chilometri; una corsa in Austria da 238 chilometri e 5500 metri di dislivello. Per quanto riguarda l'avvicinamento alla Parigi-Brest-Parigi c’era l’obbligo di ottenere quattro brevetti in altrettante gare da 200, 300, 400 e 600 chilometri, che ho disputato in Veneto e Trentino».

Risultato soddisfacente, oltre alla bellezza del tracciato?

«Risultato buono perchè ho concluso la “Randonnee” in 86 ore e 20 minuti (il limite era 90 ore) mentre “Titti” ha impiegato una mezz'oretta in meno. È stato comunque splendido vedere oltre 7000 persone, uomini e donne, provenienti da tutto il mondo, Stati Uniti e Giappone compresi e tra questi ho conosciuto anche l'ex schermitrice Dorina Vaccaroni, che vive negli Usa ed è venuta apposta per questa kermesse».

Un modo diverso di fare le ferie estive, giusto?

«Certamente, ed a questo proposito in casa abbiamo preparato tutto per tempo. Mentre io correvo la gara mio marito Paolo Piccioli andava in giro per Parigi. Quando sono rientrata è anche accaduto un piccolo imprevisto. Arrivata in albergo, riposata e ristorata, con Paolo siamo usciti a fare un giro nei dintorni e, messo un piede in fallo, sono caduta sul marciapiedi e mi sono fratturata la falange del mignolo della mano destra. Nulla di grave ed un sorriso alla fine, pensando a quello cui ero andata incontro nei giorni della gara e come scioccamente mi sono infortunata su un marciapiedi. Un segnale chiaro: il fato ha deciso che dovrò stare a riposo per circa un mesetto. Visto il risultato francese credo che il riposo mi farà comunque bene». —

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