Sua maestà il tortellino tra storia e innovazione La Sagra attende la dama e svela nuovi progetti
Al castello di Panzano, con sfogline e auto storiche, si prepara la festa Per una settimana Castelfranco renderà onore al suo cibo tradizionale
l’anteprima
Nel giardino del Castello Malvasia di Panzano si aggirano figuranti in costume rinascimentale, attirati però da una splendente Alfa Romeo del 1933, perché siamo pur sempre a casa di uno dei più grandi collezionisti di automobili: Mario Righini. Questo è lo scenario in cui è stata presentata la 38ª edizione della Sagra del Tortellino, che si terrà dal 9 al 15 settembre, con un prologo nel week end del 6. L’oste sarà il magnifico rettore Angelo Andrisano, mentre il nome della dama sarà svelato giovedì 12, per ora si sa solo che è una ricercatrice universitaria di fama internazionale. Come sottofondo alle parole entusiastiche di Giovanni Degli Angeli, patron de “La San Nicola” associazione che promuove l'evento, il rumore ritmico e ovattato del matterello delle sfogline intente a tirare la sfoglia per i tortellini. Perché nonostante gli eventi in programma siano molteplici e pluridisciplinari (concerti pop, jazz, showcooking con chef internazionali - programma dettagliato su www.lasannicola.it), il vero protagonista della lunga kermesse settembrina resta sempre lui: il tortellino tradizionale di Castelfranco Emilia da gustare rigorosamente in brodo di cappone.
Un’edizione che vuole valorizzare i saperi e i sapori della tradizione, spolverandola e spingendola verso un futuro fatto di innovazione grazie anche al lavoro di monitoraggio che “Iottacle”, società che ha sviluppato e realizzato una piattaforma IoT (Internet of Things) in grado di studiare e analizzare il comportamento delle persone negli spazi fisici per migliorare l’esperienza del cliente, svolgerà alla sagra.
Un battesimo importante è quello che vede per la prima volta Gianni Gargano in veste di sindaco, affiancato da Rita Barbieri, assessore alla Cultura e alla Memoria: «Il tortellino è il tesoro del nostro territorio, da sempre custodito magistralmente dai volontari de La San Nicola. Nella sua forma che ricorda un abbraccio, racchiude tutte le eccellenze prodotte dalla comunità, unita tra tradizione e innovazione, realizzato con una gestualità antica che viene e deve essere tramandata nel futuro».
«Il tortellino non è semplicemente un piatto tradizionale, è il catalizzatore dell’affetto familiare, colui per il quale riuniamo i nostri affetti in una calda domenica di settembre, ma non solo», spiega Barbieri.
L’importanza che ha il tortellino per la comunità castelfranchese, ha attirato anche l’assessore regionale Massimo Mezzetti: «Per il tortellino si ferma tutto, anche la politica. Ha una sua rilevanza sociale che va approfondita e tramandata, anche attraverso il neonato progetto R.A.G.U. (ricette antiche guida universale) che spiegheremo dettagliatamente nei prossimi giorni, la cui importanza ha meritato il sostegno della Regione e dei Comune di Bologna e Castelfranco». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google