La ricetta di Veltroni per il nuovo governo «Lavoro e fisco siano tra le priorità»
Il leader del Pd accolto da abbracci e sorrisi a Ponte Alto «Se si trova sintonia non prevarrà l’estrema destra»
«Walter, sei juventino, ma nessuno è perfetto. Dimmi, però, cosa ne pensi del governo giallorosso» esclama il volontario allo stand del ristorante tradizionale “Vignola Sassuolo” a Casa Emilia, la festa del Pd che in questi giorni anima Ponte Alto. Il Walter in questione è Veltroni, già sindaco di Roma, già primo segretario politico nazionale del Pd che, tra una posa per una foto ricordo, una stretta di mano e un abbraccio, risponde al volontario guardandolo negli occhi: «Eh, lo puoi immaginare...». Al ché il volontario ribatte: «Io, però, sono stato contento quando quello lì (Salvini, ndr) è stato a casa». E Veltroni lo guarda: «Ah, sì, quello è già un bene».
È iniziato con un frizzante botta e risposta tra gli stand che ospitano i ristoranti l’incontro con Walter Veltroni durante il quale, nel tardo pomeriggio di ieri, ha parlato al Palaconad insieme al sindaco Gian Carlo Muzzarelli di amministrazione delle città, ma soprattutto della travagliata nascita del governo giallorosso. «Walter, faresti il commissario europeo?» lo incalza un altro volontario. «No, non ci penso proprio» risponde lui. E, ancora, una cuoca distoglie lo sguardo dai piatti per dirgli: «Siamo nelle vostre mani». E Walter allarga le braccia alzando gli occhi al cielo.
Pochi metri più in là, prima di salire sul palco, Veltroni incontra un’ex dipendente del Comune di Roma ai tempi in cui proprio lui era sindaco: è la giuslavorista Roberta Bortone che ora vive a Modena. «Tra un po’ la Raggi diventerà nostra alleata» scherza lui mentre le autografa il suo libro “Roma”.
Una volta iniziato l’incontro l’ex sindaco di Roma vince la reticenza iniziale a parlare del possibile, nuovo governo, demolisce da subito il sovranismo, elencandone i pericoli. «Non produce crescita economica». Ed è proprio la necessità di intervenire sui temi del lavoro uno dei mantra di Veltroni, presente in Italia sia sotto l’aspetto economico, sia istituzionale, con priorità come «il cuneo fiscale».
Tre gli elementi fondamentali del “Veltroni pensiero” per il nuovo governo. La ricetta è composta da: «Discontinuità, comune sentire programmatico, qualità della composizione del nuovo assetto». L’ex segretario parla più volte del suo “non intervenire” contrapponendolo all’invettiva che è «il contrario della politica». E menziona l’espressione «partito di Bibbiano», coniata in seguito allo scandalo affiorato nel Reggiano sugli affidi di minori definendola «agghiacciante».
«Il momento è delicato è l’Italia è in recessione. Dove c’è sovranismo non c’è crescita economica, consegnare il paese a questo scenario non andrebbe bene - prosegue Veltroni - E non si fa un governo incentrato sulla paura di Salvini. O c’è un’idea di comune sentire, o la sinistra non può diventare lo scambio dei vestiti. Se si troverà una sintonia programmatica questo passaggio potrà evitare all’Italia di finire nel novero dei Paesi di estrema destra». E poi evidenzia le caratteristiche degli italiani come di popolo in cui prevale la generosità mentre l’odio è confinato a una minoranza: «La maggior parte degli italiani tenderebbe la mano ai migranti che stanno per affogare. Uno dei nostri valori principali è il senso di solidarietà. Ora serve un bipolarismo valoriale, non soltanto laico. Serve accendere la passione civile nei cittadini. Una passione che, indubbiamente, esiste». —
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