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IMMIGRAZIONE: UN OSSERVATORIO 

L’Università ora studierà l’accoglienza a Modena

L’Università ora studierà l’accoglienza a Modena

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Valutare le modalità e le capacità di inclusione degli enti impegnati nell' accoglienza, dal mondo del volontariato alle associazioni, e registrare le buone pratiche messe in campo per agevolare l'inclusione così da poterle replicare.

Con questi obiettivi l'Università di Modena e Reggio Emilia ha avviato un percorso per dare vita all' Osservatorio sull' accoglienza dei migranti nel territorio modenese.

Un progetto, guidato dal Centro di Ricerca interdipartimentale su discriminazioni e vulnerabilità (Crid), che verrà realizzato in collaborazione con soggetti sociali già impegnati in questo campo, come Porta Aperta, Ceis, Comunità L'Angolo o Arci. Promotori dell'iniziativa sono docenti e ricercatori del Dipartimento di Giurisprudenza e di Economia.

Tra le azioni previste l'istituzione di un tavolo permanente di dialogo e cooperazione fra gli enti gestori e le realtà impegnate nell' accoglienza.

L'attività di valutazione scientifica dell' Osservatorio si baserà su quattro macro-temi (casa, lavoro, pratiche del volontariato, lingua) attraverso i quali osservare e documentare i processi dedicati ai migranti. Verranno analizzati, come spiega il professor Thomas Casadei di Unimore, coordinatore scientifico del progetto, «la capacità di accoglienza in termini di servizi, opportunità, i bisogni del contesto urbano ma anche le criticità connesse ai fenomeni di accoglienza, frizioni sociali, fenomeni di degrado urbano»

«L’afflusso di persone di origine straniera – spiega il D

direttore del Crid prof. Gianfrancesco Zanetti di Unimore - su tessuti sociali culturalmente uniformi mette in rilievo, contemporaneamente, potenzialità inedite e problematiche ineludibili, in termini di bilanciamento tra interessi nuovi e, talvolta, contrapposti, allocazione delle risorse, modelli di governance, ridefinizione dei paradigmi culturali prevalenti nello spazio pubblico urbano, dalla scuola all’associazionismo. Sono temi che trattiamo da tempo e sui quali abbiamo negli anni costruito un dialogo molto stretto con realtà come Porta aperta e altre associazioni del territorio che rappresentano i partner ideali per la realizzazione di un osservatorio quale quello che intendiamo realizzare».



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