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Affidi illeciti: i carabinieri in municipio Acquisiti gli atti sul pagamento a Bolognini

Francesco Dondi
Affidi illeciti: i carabinieri in municipio Acquisiti gli atti sul pagamento a Bolognini

L’Unione cancella il progetto e la ragazzina affidata alla comunità Madamadorè sarà seguita da una psicoterapeuta all’Asl

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Sono bastati una decina di giorni alla Procura di Modena per visionare l’informativa dei carabinieri di Reggio e procedere con l’acquisizione dei primi atti amministrativi che riguardano il filone d’indagine modenese di “Angeli e Demoni”. Ieri mattina, su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Amara, i carabinieri del Reparto Operativo di Modena si sono presentati in municipio a Mirandola per chiedere copia delle determine e di diverso altro materiale che riguarda i rapporti tra i Servizi sociali dell’Unione e la psicoterapeuta Nadia Bolognini. A dar loro assistenza c’era il dirigente dei Servizi sociali, Giampaolo Ziroldi. Il filo conduttore è una minore, residente nella Bassa, affidata alla casa famiglia Madamadoré, la onlus che si era proposta di fare da tramite al pagamento di Bolognini, in quei giorni arrestata su disposizione degli investigatori reggiani.

Il caso, reso pubblico dai consiglieri di Forza Italia, Antonio Platis e Mauro Neri, aveva subito attirato l’attenzione dei carabinieri che con un’informativa rapidissima avevano informato il pubblico ministero di Reggio, Valentina Salvi. Dai primi atti d’indagine sono tre le persone indagate, ma non è escluso possano aumentare visto che la catena di una determina pubblica coinvolge diversi dipendenti di un ente pubblico. Nel frattempo la Procura di Modena, che ora indaga per competenza territoriale, ha voluto entrare in possesso di determine e riunioni di valutazione di alcuni casi seguiti dai Servizi sociali e dalla sua analisi si decideranno i prossimi passi.

Esposti e silenzi

Sul tavolo della Procura ci sono almeno tre esposti sull’inchiesta “Angeli e Demoni” e su “Veleno” tra cui quello di Platis che non solo segnala l’iter della determina-Bolognini ma chiede anche approfondire “il periodo 30.4.2018 – 31.5.2019”. In questo lasso di tempo, non risultano infatti impegni formali tra Bolognini e l’Unione Area Nord anche se è evidente che la ragazza di Mirandola abbia continuato le cure con la psicologa.

Va inoltre annotato come ieri l’Ucman e i suoi sindaci, che nelle scorse settimane avevano annunciato massima collaborazione alle eventuali indagini, hanno scelto di restare in silenzio e di non commentare l’accesso dei carabinieri in municipio.

DETERMINE TAMPONE

Tra venerdì e sabato sono inoltre apparse due determine sul sito dell’Unione, che di fatto ricostruiscono la vicenda-Bolognini e annullano in autotutela gli atti predisposti. Ma la terminologia burocratica offre comunque alcune novità progettuali. L’atto 653, firmato da Federica Pongiluppi in qualità di responsabile del Servizio minori, annulla in autotutela il pagamento («Le amministrazioni coinvolte non hanno sostenuto alcuna spesa infavore del professionista individuato») a Madamadoré di 127 euro al giorno, comprensivo della quota per le sedute con Bolognini. Ma dice anche che le sedute con la psicoterapeuta, moglie di Claudio Foti, sarebbero partite il 1 settembre e non in giugno come invece appare “per mero errore materiale”. Sabato, invece, sempre a firma Pongiluppi, viene pubblicata la determina 658 che cambia il progetto di assistenza come deciso in una riunione del 2 agosto. Si prevede “la presa in carico sanitaria e psicoterapeutica dell’utente, che coinvolgeranno direttamente il Servizio Sanitario Pubblico, che si è dichiarato temporaneamente disponibile, al fine di assicurare la prestazione sanitaria, ad attivare un intervento senza oneri di spesa a carico degli enti sottoscrittori del progetto, ovvero la Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza e l’Unione Area Nord, con decorrenza dal 1 settembre 2019». —



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