Gazzetta di Modena

Modena

la provocazione 

L’incerto futuro dell’acquitrino sotto al cemento

G.G.

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La palude Manfredini, anche se maleodorante e vagamente disgustosa, è in realtà un luogo salubre, quasi un’oasi naturalistica. Lo dice l’Ausl, che certifica l’assenza di zanzare, sterminate dai larvicidi e dagli invertebrati che pullulano nelle acque stagnanti. E poiché lo dichiara l’Ausl, il Comune non interviene d’imperio, come se fosse solo un problema sanitario e non una questione di decoro e di rispetto del quartiere. A questo punto, i residenti della zona, i frequentatori della piscina dei vigili del fuoco e gli studenti del “Guarini” e del “Wiligelmo” dovranno abituarsi a vivere accanto alla palude e ai suoi miasmi. Ma c’è un lato positivo: essendo un luogo riconquistato dalla natura a dispetto del cemento che lo sovrasta, si potrà popolarlo di trote e altri pesci d’acqua dolce per permettere a giovani e pensionati di praticare gratuitamente la pesca sportiva. Fermo restando il divieto di balneazione.

G.G.

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