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“Nascere a Sassuolo” cresce Sempre più donne ai corsi

Alfonso Scibona

Ripartono gli incontri tra ostetriche dell’ospedale e le future mamme Oltre 150 le coppie che si iscrivono. «Trasformiamo l’ansia in serenità»

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Sabato all'ospedale cittadino ricomincia “Nascere a Sassuolo”, un incontro tra le ostetriche professioniste e le future coppie che verranno in città a partorire e che hanno l’intenzione di conoscere i luoghi dovrà potrà avvenire la nascita del loro bambino. Continuerà ogni sabato del mese fino a dicembre. «Questo incontro – spiega l'ostetrica Silvia Plizza - lo abbiamo pensato rivolto a tutte quelle donne che stanno pensando dove far avvenire la nascita del loro bambino. È un modo per familiarizzare con i luoghi che contribuiranno a farle diventare madri».

Questi corsi sono in continuo aumento...

«Da gennaio fino al mese di luglio - conferma l'ostetrica - abbiamo registrato un’affluenza di più di 150 coppie, con una media di 25 ad incontro. Quei volti li abbiamo ritrovati poi anche al momento del parto. Questo ciclo di incontri ci ha aiutato per conoscerci tra di noi e tra noi e le donne che avrebbero poi partorito...».

Il resoconto parziale del 2019 è stato fissato in 153 coppie che si sono presentate agli incontri di “Nascere a Sassuolo”, con il 75% di queste con donne alla prima gravidanza, il 55% dello stesso totale che non aveva mai frequentato nessun corso (il 45% sì). La metà di coloro che frequentano questi corsi sono del distretto sanitario locale, il 33% del distretto sanitario di Modena, il 13% di quello di Pavullo ed il 4% di quello reggiano. Numeri che la dicono lunga sull'interesse e la bontà della struttura sassolese di via Ruini, più volte raggiunta da messaggi di soddisfazione e promozione da parte delle donne che hanno partorito a Sassuolo.

Siamo al terzo anno del progetto: che giudizio può dare?

«Il progetto “Nascere a Sassuolo” è operativo dal 2016 – aggiunge Silvia Plizza - ed è stato creato da noi ostetriche. L’abbiamo voluto per familiarizzare con le donne, per dare loro la possibilità di conoscerci e conoscere il luogo del parto. Abbiamo voluto così rendere pubblico in anticipo questo luogo, che può essere carico di ansie e paure, e grazie a questa iniziativa può diventare più sereno e famigliare. Penso che conoscere il luogo dove si va a partorire e conoscere i professionisti che ci lavorano, e mi riferisco, oltre a noi ostetriche, anche ai ginecologi ed ai pediatri, aiuta le donne ad approcciarsi meglio al momento del parto in sé ed a conoscere la nostra struttura e quindi rivolgersi più facilmente a noi. Questo ha aiutato sia loro che noi professioniste. L’età media delle donne che partecipano a questi incontri è tra i 20 e i 40 anni. E, come detto, tante poi le rivediamo per il parto».

Come si svolgono gli incontri con le coppie?

«Nella prima fase diamo spazio soprattutto alle domande che le coppie ci rivolgono riguardo il parto e il dopo parto. Da che cosa portare in valigia per esempio o come poter affrontare il dolore del parto. Noi qui a Sassuolo offriamo metodi naturali che in altre strutture non ci sono. Tra questi l’utilizzo della vasca per il parto in acqua o del protossido che aiuta in determinate situazioni. Non offriamo nel parto l’analgesia ma offriamo solo metodi naturali alternativi». —



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