«Abbiamo un ufficio che controlla bene le vendite di immobili»
«Utilizzare soldi provenienti questo premio contro l’evasione per me è equità sociale. Vuol dire non chiedere soldi a chi paga le tasse. E anche utilizzarli, una volta recuperati, per attività che possano far crescere il Comune. Soliera, ad esempio, della quale sono sindaco, quest’anno riceverà 159mila euro. Sono tenti soldi; si fanno tante cose. Ho calcolato che sono 10 euro ad abitante, neonati compresi. Tutto questo avrà una destinazione in bilancio».
Parla Roberto Solomita, il sindaco più virtuoso della provincia nello scovare gli evasori. Un premio ingente del quale però non si vanta. «È solo il frutto di un’attività ispettiva che in Comune si pratica da anni, da molto prima di me - spiega con modestia - ma siccome ogni anno questo premio scatena domande e curiosità voglio subito spiegare che non siamo dei geni. Abbiamo invece un ufficio che lavora bene».
Tanti soldi non significa però tanti evasori scoperti: «In realtà sono due o tre all’anno. Sono invece tanti i soldi che avevano evaso o frodato». Ma come si fa a scoprirli? «Attraverso accertamenti su transazioni immobiliari che sollevano perplessità. Ad esempio compravendite di terreni o case da parte di persone che dichiarano poco. Si fa un incrocio di dati con il catasto, l’Agenzia delle Entrate e i documento delle transazioni e poi, quando c’è certezza di animali, si segnalano all’Agenzia Entrate».
Perché allora tanti Comuni non partecipano? Sono solo 16 su 48 quello che accertano. «Perché, credo, è una attività difficile che richiede anche disponibilità di personale e di tempo oltre che capacità. Nei Comuni piccoli, dove l’impiegato lavora in vari settori, non è proprio possibile svolgere questi accertamenti». —
C.G.
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