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Affidi, il pm studia gli atti e scoppia il caso “sanatorie”

Gli sviluppi dopo il sequestro dei fascicoli su incarichi e parcelle a Nadia Bolognini Intanto Platis e Neri accusano: «Vogliono sistemare 53mila euro fuori bilancio»

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MIRANDOLA. I carabinieri del reparto operativo di Modena stanno studiando i documenti acquisiti l’altro giorno in municipio a Mirandola, nell’ambito del filone modenese dell’inchiesta “Angeli e Demoni”. Ieri il Procuratore Paolo Giovagnoli ha chiarito che i fascicoli sequestrati saranno funzionali a ricostruire il percorso amministrativo dell’affidamento alla casa famiglia Madamadorè della ex bambina, per la quale anni dopo viene richiesto un aumento degli esborsi, al fine di pagare (a prezzi fuori mercato e senza farne menzione nella relativa determina dirigenziale) la psicoterapeuta Nadia Bolognini di Hansel e Gretel.

Aumento prontamente e superficialmente concesso dall’Unione Comuni Area Nord, quando nel frattempo la Bolognini era già stata arrestata. Da lì sono emerse una serie di inadeguatezze formali che hanno insospettito gli stessi carabinieri di Reggio, con l’apertura di un fascicolo. I quali poi, per competenza, hanno passato gli atti a lla Procura di Modena. Dove si sottolinea con sorpresa la particolare predilezione ad affidare i minori a case famiglia, piuttosto che a famiglie. E soprattutto ci si chiede se il percorso amministrativo seguito sia stato rispettoso delle normative di settore.

Il procuratore Giovagnoli tuttavia ha chiarito che «c’è un’inchiesta per abuso d’ufficio, ci sono tre indagati» (la stessa Bolognini, la responsabile della casa famiglia Madamadorè e la responsabile dei Servizi sociali dell’Unione Comuni Area Nord) ma non ci sono ancora accuse dettagliate nei confronti delle singole persone. Tutte però, compresa finalmente la gravità di quanto accaduto, e del sottofondo di reciproche autoreferenzialità che può avere portato alla violazione di norme di trasparenza e buona amministrazione di rilevanza penale, si sono rivolte personalmente a dei legali, per le tutele del caso.

Il clima infatti, anche ai Servizi sociali di Mirandola (Ucman), non è in questi giorni lo stesso di sostanziale disinteresse “altezzoso” queste inchieste, come ad esempio è sempre stato ostentato nei confronti di “Veleno”.

Anche perché, pur nella diffusa pratica dello scaricabarile delle responsabilità che si innesca in questi casi, si infilano anche precise richieste politiche di rimuovere dagli incarichi delicati quanti abbiamo commesso non solo eventuali reati, ma anche semplici superficialità.

Intanto continua incessante l’azione dei politici Platis e Neri: «Ben 53.362,29 euro di debiti fuori bilancio denunciano di nuovo - accusano - È questa la mostruosa somma che l’Unione Area Nord chiederà al prossimo Consiglio di riconoscere per gli “errori” del Servizio Minori. Da gennaio a metà giugno sono stati collocati dei ragazzini in strutture senza aver prima formalizzato con un atto l’impegno di spesa. In pratica hanno prima portato il minore e solo dopo chiesto il preventivo, verificato che fosse congruo, … insomma una situazione che, unita alle ultime determine alla moglie di Foti, fotografa un Servizio allo sbando. Parliamo di diversi casi in cui i minori sono stati lasciati in case famiglia per alcuni mesi (in svariati casi oltre 150 giorni) e quindi l’Unione aveva tutto il tempo di regolarizzare le questioni...». In vista del consiglio del 10 ottobre, i due segnalano che «la relazione sul debito fuori bilancio è a firma di Federica Pongiluppi, ma ne ritengono responsabili «il dirigente Ziroldi e l’assessore competente all’epoca degli affidamenti, il sindaco Pd Alberto Silvestri». —

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