Alleanza giallorossa I sindaci Pd insorgono «Nei nostri Comuni non è possibile»
I dem: «Ma possiamo dialogare per il bene della città» Il leghista Menani: «L’accordo fra i due partiti fa schifo»
«Se dobbiamo ingoiare il rospo per il bene del Paese d’accordo, ma a livello locale un’alleanza Pd - Movimento 5 Stelle non è certamente fattibile, pur volendo tenere aperto il dialogo con chiunque proponga qualcosa di costruttivo per il territorio». Sono perentori e compatti i sindaci Pd della provincia: pur con diverse sfumature nei confronti dei grillini cercano di digerire l’asse con i pentastellati su scala nazionale, ma nei singoli Comuni un accordo verrebbe bocciato in partenza. Sì, invece, al confronto.
A Carpi, dove il Centrosinistra ha vinto al ballottaggio, la capogruppo in Consiglio Federica Boccaletti stuzzica il sindaco. «Il Pd anche a livello locale getta la maschera e Bonaccini, presidente della Regione, apre in vista delle prossime elezioni regionali a una possibile alleanza con il M5S - afferma l’esponente del Carroccio - Quindi i due consiglieri 5 Stelle, Monica Medici ed Eros Andrea Gaddi sono da considerarsi ancora all’opposizione o presto strizzeranno l’occhio a Bellelli e alla sua maggioranza?». «A livello locale ho una maggioranza di Centrosinistra solida, forte - argomenta il sindaco Alberto Bellelli - che sta lavorando in modo importante per l’attuazione del programma. Quindi, non ci sono necessità. Per quanto mi riguarda, tutte le volte che si abbandona la logica del sospetto e dell’accusa, che hanno caratterizzato gli anni di presenza del M5S in Consiglio, e se si vuole parlare della città la porta è aperta. Ma quando si parla di città, non quando si arriva a riflessioni legate a presunti complotti. A livello nazionale, io, per dialogare, mi ci sarei seduto anche lo scorso anno con il M5S». Dal canto suo, la pentastellata Medici ribadisce: «Mai con il Pd».
Spostandosi a Castelfranco, dove, anche in questo caso, il Centrosinistra ha trionfato dopo il ballottaggio, il primo cittadino Gianni Gargano dice no «alla fusione a freddo tra Pd e M5S. Se a livello nazionale quest’alleanza costituisce il caposaldo per il bene della comunità, sul piano locale le cose sono molto diverse. Chi vorrà formulare proposte per migliorare il nostro territorio sarà certamente il benvenuto, ma questo a prescindere dall’appartenenza ai partiti».
Se il sindaco Maria Costi (Pd) di Formigine preferisce non intervenire nel dibattito per lasciare spazio ai partiti, il primo cittadino di Sassuolo, Gianfrancesco Menani, storico esponente del Carroccio, pone l’accento «sull’inesistenza del M5S qui. Non si sono nemmeno candidati. L’alleanza tra Pd e i grillini è quanto di più schifoso sia mai stato fatto. Due forze diverse che si insultavano ora vanno a braccetto... Io ero e rimango un seguace di Salvini: le sue mosse sono state giuste».
«È importante far capire agli elettori che il Centrosinistra è molto più credibile del resto dell’offerta politica» sottolinea Umberto Costantini, primo cittadino di Spilamberto. «Sul territorio dico: evviva gli elettori e meno gli eletti - prosegue il primo cittadino - Sul piano nazionale, invece, credo che per il bene dell’Italia, senza perdere la dignità, si debba accettare l’alleanza. Inoltre, il Governo giallorosso sarebbe l’occasione per riprendere dove si era lasciata la battaglia sullo ius soli, visto che il M5S era favorevole. Darebbe un senso a un accordo di palazzo di questo tipo, toccherebbe la vita di tantissime persone».
Alberto Greco, sindaco di Mirandola, parla di una «situazione ingarbugliata, sarà un poltronificio antidemocratico perché bisognerebbe andare alle elezioni. Qui non scalfirà di certo la nostra voglia di governare al meglio la città».
Fabio Braglia, primo cittadino di Palagano, è deluso e spaesato. «Anche se chi ha fatto questa scelta avrà avuto i suoi motivi io faccio fatica a comprenderli. Ci sono stati scontri pesanti, ma nel giro di poco tempo si è cambiato. Giudicheremo l’operato: noi, sul territorio abbiamo bisogno di politiche per incentivare il lavoro e di defiscalizzarlo. La Regione ci sta lavorando, ma serve l’aiuto del Governo perché le azioni siano molto più incisive. A livello locale siamo incompatibili. Anche se chi lavora per la comunità è sempre ben accetto, compresi, ovviamente i M5S». Storce il naso anche Gian Domenico Tomei, alla guida di Polinago: «L’accordo tra Pd e M5S non è naturale, ma bisogna mettersi il busto per evitare il default». —
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