Gazzetta di Modena

Modena

IL SINDACATO REPLICA ALL’AZIENDA ITALPIZZA 

Cgil: «La disdetta a Cofamo non era prevista dall’accordo»

«Chiesto un incontro per discutere la situazione attuale» La preoccupazione di Stefania  Ascari del M5S: «Incertezza sul futuro dei lavoratori»

2 MINUTI DI LETTURA





L’azienda Italpizza lunedì scorso ha annunciato la disdetta dell’appalto affidato finora alla cooperativa Cofamo per il confezionamento dei prodotti. Al tempo stesso Italpizza ha garantito che i 254 lavoratori coinvolti non perderanno il posto di lavoro perchè passeranno tutti al nuovo operatore che avrà l’appalto.

Sulle affermazioni di Italpizza ieri è intervenutil sindacato Cgil per una precisazione: «In merito alle dichiarazioni, emerse anche a mezzo stampa - afferma il sindacato - secondo cui l’accordo dei sindacati confederali del 17 luglio scorso prevederebbe la disdetta dell’appalto da parte di Italpizza con la cooperativa Co.Fa.Mo, la Cgil di Modena precisa che il suddetto accordo non contiene nessun riferimento a disdette di qualsivoglia natura. Anzi l’accordo ribadisce l’occupazione dei lavoratori di tutto il sito e dei diritti acquisiti. La Cgil smentisce perciò che l’accordo preveda la disdetta dell’appalto con Co.Fa.Mo. I sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil hanno richiesto un incontro con le aziende coinvolte, fissato per il 10 settembre, per discutere la situazione aziendale».

La disdetta dell’appalto alla cooperativa Cofamo ha determinato anche la reazione di Stefania Ascari, deputato del Movimento 5 Stelle, che si dice «preoccupata per il futuro di 254 lavoratrici e lavoratori. Seguo la vicenda sin dai primi sviluppi – dice Ascari – e comprendo le posizioni dei sindacati in merito. L’azienda ha rassicurato che nessun posto di lavoro verrà perso, ma restano elementi d’incertezza su punti centrali quali le spettanze e i trattamenti di fine rapporto. È tempo di dire basta a lavoratori di serie A e altri di serie B – dice il deputato – e riformare un sistema che negli anni ha mostrato tutti i suoi limiti sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. Nella proposta di legge presentata dal MoVimento 5 Stelle è stabilito che il socio lavoratore di una cooperativa diventi un lavoratore subordinato a tutti gli effetti. Ogni socio lavoratore - conclude Stefania Ascari - vedrà così riconosciuto un trattamento economico non inferiore a quello stabilito dai contratti nazionali. Le aziende che trasgrediranno la nuova norma andranno incontro a sanzioni incrementali e al divieto di partecipare ad appalti pubblici (in caso di violazioni ripetute), perdendo eventuali benefici contributivi». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google