Lo scultore Mazzini forgia la balestra che fu “inventata” da Leonardo Da Vinci
L’opera realizzata col fratello Cristian ai mondiali di Arezzo Daniele: «Un omaggio al genio a 500 anni dalla morte»
Una balestra realizzata col ferro incandescente, martellata dopo martellata.
Così il fabbro Daniele Mazzini di Sant’Antonio ha omaggiato Leonardo Da Vinci al nono Campionato del Mondo di Forgiatura che si è concluso domenica a Stia (Arezzo).
Alla competizione organizzata nella 23esima Biennale Europea di Arte Fabbrile hanno partecipato 300 maestri del ferro battuto di 21 Paesi, messi alla prova sul tema “Genialità 1519”, in omaggio a Leonardo appunto nei 500 anni dalla morte.
Unico rappresentante modenese proprio Mazzini, che alla quarta partecipazione al mondiale si è buttato anima e corpo nella creazione di un’opera che richiedeva tecnica particolarmente raffinata, ed esperienza, non comportando solo la realizzazione della balestra ma anche della freccia che attraverso l’angolatura del manico diventava pezzo unico.
l’assistente speciale
Così Mazzini l’ha pensata nel suo laboratorio, l’Artistica di Sant’Antonio, e così è riuscito a realizzarla con un assistente speciale: il fratello Cristian, con cui ha mosso i primi passi nell’arte del ferro seguendo le orme del padre Emilio, che fondò l’azienda nel 1972.
Poi le strade lavorative si sono divise, ma si sono piacevolmente ritrovate per questa sfida impegnativa: «Dando uno sguardo ai progetti di Leonardo, sono rimasto colpito dai suoi disegni sulle balestre, da quella gigante a quella a carica veloce – spiega Daniele – e mi son detto: “Perché non provare ad adattare il ferro per realizzare un esemplare simile? Sarebbe un bell’omaggio al genio”. Con Cristian abbiamo provato in laboratorio e siamo arrivati ben organizzati per la gara: mentre mi reggeva il materiale, sono riuscito a modellare la forma proprio come avrei voluto, realizzando un pezzo molto pulito che mi ha dato soddisfazione. Non sono arrivato tra i primi tre, ma c’è stata una crescita rispetto alle altre edizioni e ho ricevuto complimenti dagli altri fabbri. Considerata l’esperienza che hanno tutti qui, sono venuto via molto, molto contento».
primo un “fananese”
Per la cronaca, la gara è stata vinta da Davide Caprili, fabbro di Savignano sul Rubicone (Forlì Cesena) che è una vecchia conoscenza a Fanano: a lui infatti si devono i progetti del monumento al Mirtillo posto sulla rotatoria e di quello a Pavarotti realizzato in piazza l’anno scorso, entrambe opere con realizzazione poi collettiva grazie ai maestri dell'associazione “Fabbri nell'anima”, di cui peraltro lo stesso Mazzini fa parte.
IL GALLO GIGANTE
Mazzini che peraltro ha da poco realizzato in solitaria un altro suggestivo monumento sul territorio: il gallo gigante posto ad aprile sulla rotonda d'ingresso a Riolunato.
E a marzo è arrivato anche in tv con la serie tratta da “Il nome della rosa”: sua, su commissione dell'editore Franco Cosimo Panini, la “copertina” che proteggeva il libro proibito della Poetica di Aristotele.
Ora il nuovo cimento assieme ai fabbri più bravi del pianeta: «È importante andare e confrontarsi con gente di questo calibro – sottolinea – non con l'ambizione di vincere ma l'umiltà di imparare, anche dopo trent'anni d'esperienza, in un mestiere che è tradizionale sì, ma con una tecnica sempre in evoluzione. Ogni volta torno a casa con qualcosa in più». —
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