Vittime di violenza Boom di audizioni nella stanza protetta
I reati più frequenti stalking e maltrattamenti in famiglia Il sindaco: «Questo progetto è un orgoglio per la città»
In quella stanza le donne vittime di violenza ricevono l’aiuto necessario per recuperare la propria dignità. Da quando è stata inaugurata, lo scorso novembre, sono state tantissime le vittime di molestie, ma non solo, ospitate tra quelle pareti calde e accoglienti. Un numero che, da quando è stata introdotta la nuova legge in vigore dall’8 agosto, il “codice rosso”, non è di certo diminuito. Anzi, sono decine le audizioni che si sono svolte durante l’ultimo mese. Le pareti sono quelle della stanza protetta della caserma dei carabinieri di via Sigonio.
Tra chi si rivolge ai militari, c’è chi si affaccia anche con curiosità chiedendo qualche informazione in più rispetto alla legge che, di fatto, introduce una corsia preferenziale per le denunce in caso di violenza domestica o di genere. In particolare, il disegno di legge stabilisce che le vittime dovranno essere sentite dai pubblici ministeri entro tre giorni dall’iscrizione dei fatti denunciati nel registro delle notizie di reato.
È nato, quindi, un canale prioritario in cui le forze dell’ordine hanno un ruolo chiave.
Spesso le donne che vengono ascoltate nella stanza protetta di via Sigonio sono accompagnate dai figli nella stanza allestita con i giochi. A volte i bambini non se ne vogliono andare, tanto si sentono a proprio agio.
I reati di cui sono vittime le donne per le quali si svolgono le audizioni nella stanza protetta sono prevalentemente: stalking e maltrattamenti in famiglia. Ma questa stanza viene utilizzata anche per reati di altra natura riguardanti le fasce più deboli. Ad esempio, lì vengono accolti gli anziani vittime delle truffe. Spesso capita infatti che chi è avanti negli anni subisca uno choc quando comprende di essere stato vittima di un raggiro. In quella stanza si sentono, quindi, protetti.
«La nostra intenzione è quelle di accogliere le tante, troppe, vittime di violenza in un clima di riservatezza e serenità. Siamo convinti che questa stanza protetta unisca perfettamente la nostra esigenza di investigare nelle fasi più drammatiche di questi crimini e al tempo stesso accolga coloro che subiscono tali subdoli reati - afferma il capitano Alessandro Iacovelli, comandante della Compagnia di Carpi - Il nostro impegno nel cercare di contenere tali fenomeni è quotidiano e rappresenta una priorità».
Il sindaco Alberto Bellelli loda l’impegno dei carabinieri nel portare avanti le molteplici attività che ruotano intorno alla stanza protetta.
«Come sindaco sono orgoglioso che questo progetto nato da una collaborazione con l’Arma dei carabinieri contribuisca a creare un ambiente sicuro e protetto, in cui le donne trovano conforto e accoglienza, in un momento delicato come quello della denuncia delle violenze e abusi subiti - sottolinea il primo cittadino - La stanza rosa è la parte fondamentale del percorso di uscita dalla spirale della violenza».
Anche il Movimento 5 Stelle di Carpi interviene a sostegno del provvedimento.
«Grazie anche alla nostra deputata, avvocato Stefania Ascari, che è stata relatrice in parlamento della legge contro la violenza verso le donne denominata "codice rosso" - scrivono i pentastellati carpigiani - oggi a Carpi la stanza di ascolto protetto presso il comando dei carabinieri è diventata una realtà di efficace aiuto per tante donne che subiscono nel silenzio delle mura domestiche». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google