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Fondazione Modena alle grandi manovre Presidenza, si va verso il Cavicchioli-bis

Davide Berti

L’attuale numero uno figura tra i nomi del sindaco Muzzarelli: contrasti superati, oppure serviranno undici “franchi tiratori”

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Il 2019 è stato l’anno più “elettorale” della storia di Modena: cambio al vertice dell’università, nuove elezioni nella maggior parte dei comuni, si aspetta la data per le elezioni regionali ma soprattutto sono in pieno fermento in queste ore le trattative per il rinnovo della Fondazione Cassa di Risparmio, oggi Fondazione Modena.

Il quadro

Tocca agli enti, ora, indicare le persone di fiducia che andranno a comporre il nuovo consiglio di indirizzo, dal quale uscirà il nome del nuovo presidente. E se c’è chi, come il Comune di Sassuolo, è andato in continuità con il mandato precedente nonostante il cambio di giunta (riconfermata la nomina per Gabriella Gibertini), c’è anche chi sta facendo parecchia fatica a comporre il quadro senza incappare in scontri interni. È il caso del Comune di Modena e del mondo del volontariato, tanto per citare i casi più eclatanti di queste ore.

La composizione

Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena è composto dal presidente e da 19 consiglieri. I consiglieri vengono nominati dal Consiglio di Indirizzo in carica su designazione del Comune di Modena (4), dell’Amministrazione provinciale (2), del Comune di Sassuolo (1), del Comune di Castelfranco (1), del Comune di Pavullo (1), della Camera di Commercio (2), dell’Università di Modena e Reggio (3); del Centro Servizi Volontariato (2); dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola (1). Tre vengono nominati per cooptazione da parte dello stesso Consiglio.

La scelta

Muzzarelli ha più di un pensiero. Il primo è dato dai numeri: martedì scadevano i termini per la presentazione delle candidature di coloro che hanno dato disponibilità a rappresentare il Comune nei prossimi anni di gestione all’interno della Fondazione e ora il sindaco dovrà scegliere tra diciassette nomi - in tanti si sono presentati - per coprire i quattro posti che gli spettano. Una bella rosa, che avrà esclusioni eccellenti.

Intanto c’è da capire che piega prenderà il rapporto, più conflittuale in questi anni che di dialogo collaborativo, tra il sindaco e l’attuale presidente della Fondazione, Paolo Cavicchioli. Non è un mistero che Muzzarelli abbia sondato il terreno per capire se si poteva dare discontinuità alla presidenza e non rinnovare, per la prima volta nella storia dell’ente, un presidente al primo mandato.

Dopo un luglio piuttosto tormentato pare che le acque si siano un po’ calmate: Cavicchioli anche martedì è stato visto in Comune e il suo nome compare tra i diciassette che saranno sottoposti all’attenzione del sindaco. Difficile pensare che Cavicchioli si presenti nella rosa senza prima un accordo. Difficile pensare che, a questo punto, Cavicchioli non sia tra i quattro che saranno indicati con preciso mandato del sindaco l’ultima settimana di settembre. Difficile pensare che non sia Cavicchioli l’uomo designato a ricoprire ancora una volta la carica di presidente.

È comunque solo una consuetudine quella che vede il nome del presidente uscire dalla quaterna indicata dal sindaco, ma non c’è scritto da nessuna parte che questo debba avvenire per forza. Ad oggi sembra che comunque la conferma di Cavicchioli sia gradita sia all’università che alla Diocesi. Trovare undici franchi tiratori sarebbe un’operazione complicata anche per Muzzarelli.

Gli altri

Chi sono gli altri sedici nomi nella rosa del Comune? Da Piazza Grande non trapela nulla, ma le voci si rincorrono. Anche perchè ci sarà un passaggio la prossima settimana con le audizioni previste nelle commissioni consiliari: non è obbligatorio che i candidati si presentino per le domande del consiglio comunale, ma diciamo che sarebbe buona prassi non sottrarsi al confronto. I primi nomi sono quelli dell’avvocato Mirella Guicciardi, di Donatella Pieri - direttore del conservatorio di Bologna e già nel consiglio di indirizzo uscente, e dell’ex assessore alla cultura Roberto Alperoli.

Terzo settore

Due nomi sempre molto delicati sono quelli che arrivano dal mondo del volontariato e del terzo settore. Non ci sarebbe la giusta convergenza, ad esempio, sulla candidatura di Renza Barani, già presidente di Federconsumatori di Modena.

Per lei sarebbe il secondo mandato ma non sono escluse sorprese per provare a compattare un mondo che, quando si tratta di scegliere un nome, fa sempre molta fatica a trovare un punto d’incontro. —





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