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PIEVEPELAGO 

Un disperso al Lago Santo Maxi esercitazione con 27 uomini impegnati

D.M.

Guardia di Finanza e Soccorso Alpino Cimone e Toscana hanno simulato  la scomparsa di un turista Anche un elicottero da Pisa

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PIEVEPELAGO. Un tale dispiegamento di forze il lago Santo non l’ha mai visto. In tanti ieri mattina, tra Pievepelago e dintorni, si saranno chiesti cosa stesse accadendo per portare a ripetuti sorvoli di elicottero sullo specchio d’acqua, attorno al quale una trentina di uomini lavoravano senza sosta alla ricerca di qualcosa. Fino alla conclusione con addirittura l’intervento di tre sommozzatori. Niente paura, si è trattato solo di un’esercitazione, per quanto davvero complessa nell’organizzazione e realistica. È stata organizzata dalla Guardia di Finanza attraverso gli uomini del Soccorso Alpino dell’Abetone (Sagf), guidati dal maresciallo Simone Less, con un’ampia sinergia che ha portato sul posto anche i colleghi del Soccorso Alpino della stazione Cimone (Saer) e quelli toscani (Sast) e poi forze specialiste in altre aree: i finanzieri della Sezione Aerea di Pisa con un elicottero HH-412C e da Rimini altri finanzieri sommozzatori del Roan, il Reparto Operativo Aero-Navale. In tutto 27 persone per la precisione, che hanno posizionato i mezzi e allestito una base mobile (Cnsas) di fronte al Rifugio Vittoria (il titolare Massimo Bernardi è uno storico soccorritore Saer da un quindicennio) per poi spostarsi dal capo opposto del lago per una ricerca estremamente impegnativa. Nella finzione, di tale Mario Rossi di Formigine, 47 anni, misteriosamente scomparso la sera prima dopo essere andato a Tagliole a cena da uno zio, a cui aveva detto di voler fare un giro al lago prima di rincasare. Infatti dai rifugi hanno confermato l’avvistamento di una torcia elettrica verso le 22.30 di martedì, a cui però non si era fatto più di tanto caso in periodo ancora di turisti. Così qui, dall’ultima traccia, è partita la macchina delle ricerche. Innanzitutto nei boschi attorno, con ampio dispiegamento di uomini (squadre miste Finanza-civili) e intervento anche della giovanissima ma già intraprendente Neve, pastore tedesco femmina da poco in dotazione al nascente nucleo cinofilo del Sagf dell’Abetone, ancora in addestramento ma già in grado di sostenere benissimo un volo in elicottero.

Mezzo servito per portare sul posto rinforzi, tra cui i sommozzatori di Rimini appunto, resisi necessari per scandagliare il lago dopo che sul terreno la ricerca era stata infruttuosa. Immergendosi nelle fredde acque, ma con tutto l’equipaggiamento tecnico, non ci hanno messo molto a rinvenire sul fondale un manichino: la triste fine di Mario Rossi, annegato in un contesto ambiguo: bagno notturno concluso con arresto cardiaco dopo cena o suicidio?

In circostanze come queste, come per qualsiasi incidente mortale, è fondamentale avere un ufficiale di polizia giudiziaria in luogo impervio, cosa che i finanzieri del Sagf sono: di qui importanza della collaborazione con il Soccorso Alpino “civile”, che segue invece la parte medica nell’emergenza. Manichino quindi recuperato, imbarellato e verricellato sull’elicottero, a chiusura dell’operazione, a cui hanno assistito ufficiali della Guardia di Finanza di Modena, di Firenze e lo stesso colonnello Francesco Tudisco, comandante provinciale della Gdf di Pistoia. Positivo il bilancio: «Abbiamo messo assieme tutte le squadre che possono intervenire per una ricerca persona – di terra, di aria e d’acqua – integrando bene le misure operative per garantire la massima efficienza» ha commentato il maresciallo Less.

«La collaborazione con la Finanza si è mostrata subito buona dopo l’apertura, nel settembre 2018, della sede di Soccorso Alpino all'Abetone – ha sottolineato Cristian Carzoli, vicecapostazione Saer Cimone – e le operazioni di oggi ne sono state la conferma». —

D.M.

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