Gazzetta di Modena

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Una rete per gli anziani soli «Tutti devono vigilare»

Giovanni Balugani
Una rete per gli anziani soli «Tutti devono vigilare»

Negli ultimi dieci giorni tre persone colte da malore in casa, due sono morte Il Sulpl: «Se qualcuno non dà più notizie di sé e avete un sospetto, chiamateci»

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Tre storie di anziani soli, di cui solo una ha avuto un lieto fine per l’accortezza di un conoscente che si è insospettito e ha intuito che qualcosa non andava mettendo in moto la macchina dei soccorsi. Gli altri due sono stati trovati quando ormai era troppo tardi e la tragedia della solitudine si era già conclusa in quel silenzio che nessuno aveva ascoltato. Tutti e tre i casi si sono consumati negli ultimi dieci giorni, tre malori che hanno colto gli anziani mentre erano nelle loro abitazioni dove vivevano soli.

Venerdì scorso un uomo di 74 anni è stato trovato cadavere nel suo appartamento in pieno centro: la morte era giunta per cause naturali almeno una settimana prima del ritrovamento.

Il 2 settembre, invece, la storia del mancato appuntamento dal dentista di una donna di 82 anni: un evento insolito, tanto che il professionista, non vedendo arrivare la donna, ha allertato la polizia municipale che è riuscita a salvarla.

«Quest’ultimo è l’esempio di come l’attenzione di un cittadino possa salvare la vita di un’altra persona», fa sapere il Sulpl, il sindacato unitario di polizia locale. Il plauso non solo va all’attento dentista, ma anche all’agente che ha ricevuto la chiamata e non l’ha snobbata, ma si è attivata chiamando l’amministratore del condominio in cui l’anziana viveva e le suore della chiesa che frequentava. Nel primo caso, quello dell’uomo trovato in centro, e nel più recente, una donna morta in viale Jacopo Barozzi, nessuno si è accorto che i due anziani non si facevano sentire da un po’.

«Tutte e tre queste storie devono far riflettere su due concetti fondamentali in materia di persone scomparse, imprescindibili tra loro - spiega ancora il Sulpl - L’importanza delle prime 48 ore dalla scomparsa o irreperibilità: intervenire tempestivamente può fare davvero la differenza tra la vita e la morte, tra il ritrovare o meno lo scomparso. In secondo luogo l’importanza nel sensibilizzare i cittadini e la società ad attivarsi anche con una semplice chiamata alle forze dell’ordine, allorquando si dovesse avere il sospetto che possa essere accaduto qualcosa di anomalo ad una persona che non dà più notizie di sé. Anche un semplice conoscente, non necessariamente un parente, può rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare la scomparsa o l’irreperibilità di qualcuno, proprio come nel caso dell’attento dentista. Quella telefonata, quel gesto di senso civico, unitamente alla professionalità della polizia locale di Modena, ha consentito di salvare una vita umana. Per contribuire maggiormente a questa attività il nostro sindacato - conclude il Sulpl - ha sottoscritto un accordo con l’associazione Penelope Persone Scomparse ed è in contatto con i referenti di Penelope delle varie regioni per essere ancora più vicini ai cittadini che invitiamo a osservare e segnalare situazioni anomale».

Quella delle persone scomparse, e quindi non solo gli anziani soli in casa, è una piaga non così rara in Italia come si potrebbe pensare superficialmente. I dati sono raccolti dal ministero dell’Interno che nel suo organigramma prevede la figura del Commissario straordinario persone scomparse (dal marzo 2018 è Giuliana Perrotta). L’attività di monitoraggio è attiva dal 1974 e soltanto in Emilia Romagna risultano ancora scomparse 1.493 persone. —



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