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MICHELINI (LAPAM) 

«C’è chi ha tenuto chiuso per poter... lavorare»

GIB

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«Ci sono alcune carrozzerie che tenevano l’officina aperta ai clienti dalle 7,30 alle 9,30, poi chiudevano per poter lavorare».

A rivelarlo è Daniele Michelini, presidente degli autoripatori Lapam: «Il lavoro era talmente tanto che non c’era tempo per... lavorare». Sembra un controsenso, ma non è così: «Era un continuo viavai di clienti e telefonate, così le carrozzerie, magari quelle più piccole, dovevano occuparsi soprattutto di ricevere le persone all’accettazione o di rispondere al telefono e non avevano il tempo per riparare le vetture».

A Modena la situazione è la stessa in ogni officina: «Da quello che ci risulta i tempi di attesi sono lunghi in tutta la città».

A complicare il lavoro delle carrozzerie c’è il mondo della burocrazia: «Le carte sono tantissime, pratiche a non finire. Anche i periti non sanno più dove prendere, perché dietro a una singola riparazione c’è tutto un mondo: la delega, fare le fotografie ai danni, inviarle, accordarsi sul preventivo con il perito. Un conto poi è il classico incidente, un conto è la grandine: tutti vogliono la macchina subito. Serve un po’ di pazienza da parte della clientela».

Anche se un’altra soluzione, secondo Michelini, ci sarebbe stata: «Dopo la grandine era arrivata un’offerta di aiuto da colleghi fuori regione. Avevano proposto di portare le macchine nel Veronese, nel Bergamasco e in altre zone del nord Italia per fare le riparazioni. Ma i nostri carrozzieri hanno preferito declinare l’invito». —

GIB

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