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L’INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA PROLOCO 

Carangiu: «Virus virtuoso che contagia e dà vitalità»

M.T.
Carangiu: «Virus virtuoso che contagia e dà vitalità»

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Ha le idee chiare e una visione ad ampio respiro su Bambinopoli (e non solo) Roberto Carcangiu, attualmente presidente della Proloco che parte dall’idea “di far evolvere Bambinopoli per farla diventare il ponte tra ciò che eravamo, ciò che siamo e ciò che saremo - spiega - coinvolgendo la cittadinanza tutta, continuando a fare e superando i confini, lavorando per darle forza e radici e quindi l’energia per auto alimentarsi, per crescere con una linfa che scorra senza la necessità di aiuti esterni. Immagino un organismo vivo, pulsante, in continuo cambiamento», sottolinea.

Ovviamente ci stanno anche gli errori. «Perché anche l’errore non è un problema se è contingentato - analizza il presidente - Prima di fare qualcosa non è possibile mai avere certezze e sapere come andranno davvero le cose, ma bisogna sperimentare, ascoltare, mettersi in gioco, accogliere tutte le idee, Non ci possiamo fermare al “si è sempre fatto così” o al “non si è mai fatto”, anche la tradizione non deve essere un muro, a me piace immaginarla come il filo di un aquilone, va mantenuto tutto ciò che è funzionale, il resto va inventato. Io che son chef lo dico: spesso i piatti migliori nascono da un errore anche se poi passano alla storia come colpi di genio. Ma questo, lo sappiamo bene, vale in tutti i campi».

«L’intenzione - continua Carcangiu - è che Bambinopoli coinvolga davvero tutti, non solo i bambini. Per questo in programma ci sono anche eventi rivolti agli adulti, a noi che dovremmo sempre dare l’esempio, perché i bambini ci guardano e ci imitano e non dovremmo mai dimenticarlo, dove si parlerà di alimentazione e di pratiche virtuose. Bambinopoli non vuole e non deve essere un parcheggio ma uno spazio culturale dove c’è la possibilità di confronto e crescita».

«Io non sono di Vignola - aggiunge - e ho scelto di fare il presidente senza prendere gettoni di presenza e rimborsi per poter rompere alcuni meccanismi e per poter essere libero, anche di sbagliare. Rompere le consuetudini dipende da noi. Anche quando si pensa ai bambini il più delle volte gli adulti hanno una visione che è quello che loro hanno visto e vissuto da bambini. Lo scopo di una festa come Bambinopoli è quella di giocare sì ma soprattutto di far crescere una comunità unita. Tutto è utile, tutto ci aiuta a crescere e anche a migliorare se lo permettiamo, se ce lo permettiamo. Dobbiamo smetterla con lo snobismo di provincia: ci sono mille modi di guardare la vita, abbiamo l’onore e l’onere, il dovere di dare voce a tutti. La cultura deve prenderti e aiutarti a crescere. Immagino e mi auguro di poter vedere un format che possa essere replicato nel tempo, una specie di virus virtuoso: Bambinopoli è patrimonio di tutti, tutti possono contribuire, è un po’ come una bottega artigiana, non un club privato». —

M.T.



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