«Furti, degrado e atti vandalici ora diventiamo sentinelle»
Nasce il nuovo gruppo di controllo del vicinato che unirà i residenti delle vie Bonacini e San Giovanni Bosco
La grande famiglia del controllo del vicinato si allarga. Alle oltre duemila già presenti sul territorio, si aggiungeranno ben presto anche nuove “telecamere umane”, pronte ad accendersi in via San Giovanni Bosco e laterali e, adesione di ieri sera, anche in via Bonacini. Un nuovo punto di riferimento per la sicurezza dunque nella zona musicisti nato dall'esigenza comune, come è emerso all'incontro di ieri sera preso il comando della polizia municipale, di combattere le scorribande dei ladri e di sentirsi più sicuri in strada e in casa propria. La residente Simona Neri, che ha contattato la polizia municipale proprio allo scopo di capire se ci fosse la possibilità o meno di far nascere un gruppo di controllo del vicinato, riferisce come «in San Giovani Bosco, nel tratto ad esempio dove c’è il market, c’è sempre del via vai di persone poco raccomandabili. Abbiamo avuto furti, che si sono ripetuti nel tempo, ci sono atti vandalici alle auto, finestrini spaccati, schiamazzi in strada, visite nei garage. Dobbiamo aiutarci insieme e dare una mano perché chi deve intervenire possa farlo in modo efficace». Stessa situazione in via Bonacini dove Paolo Calligari ha appena avuto a che fare con un doppio furto, a distanza di pochi giorni, nel sotterraneo dei box garage del suo condonino: «Ho cominciato a chiedere in giro, a sentire altri che abitano nelle vicinanze - spiega - ed mi sono reso conto come i furti siano all’ordine del giorno. Allora è giusto fare qualcosa, iniziare a creare una rete di informazioni, di segnalazioni. Questo serve a noi e a chi ci protegge». Ieri sera all'appuntamento per spiegare il “chi, cosa, dove e quando” del controllo di vicinato ad una platea di una quindicina di persone (ma parecchi erano i “delegati” del proprio condominio e di gruppi di amici) , c’era l'assessore Debora Ferrari, che si occupa di patrimonio, partecipazione e quartieri. L'assessore ha spiegato quanto sia importante «l’azione preventiva che i cittadini possono creare, diffondendo in modo corretto le informazioni, creando in zona, così’ come si è già iniziato a fare in altri quartieri della città, una cultura della partecipazione». E non poteva mancare l'infaticabile Patrizia Gambarini, vicecomandante della Municipale che ha fornito sin da subito alcuni consigli, alcune considerazioni sul controllo del vicinato, sottolineando che «non si tratta di essere “arruolati”, nemmeno di fare volontariato nel senso stretto del termine, ma di essere osservatori, si tratta di iniziare a guardare, in qualsiasi momento della giornata, la propria strada, la propria zona con occhi diversi. Chi meglio di chi vi abita conosce la strada e il quartiere?». In attesa della costituzione ufficiale i quest’ultimo gruppo, che ha già trovato il referente, a Modena sono attivi 77 gruppi di controllo del vicinato: soltanto a cavallo dell’estate sono nati quelli di Portile, Tre Olmi, Paganine e delle vie Botticelli, Padova, Giotto, Sant’Anna Biagi e Allegri-Agnini. —
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