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Ad Albareto ora chiude anche l’edicola «Siamo abbandonati ma non molliamo»

Giovanni Balugani
Ad Albareto ora chiude anche l’edicola «Siamo abbandonati ma non molliamo»

Il negozio con annessa tabaccheria ha cessato l’attività. E i residenti chiedono aiuto al Comune: «Salviamo il paese»

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La locandina con le notizie del giorno è ancora lì, a pochi metri dall’ingresso della tabaccheria-edicola di Albareto. La notizia riportata è del 31 luglio, ultimo giorno in cui il punto vendita è rimasto aperto. Poi ha chiuso i battenti definitivamente. Una fotografia desolante di un periodo di crisi, sociale ed economica, che ha colto in pieno la frazione alle porte di Modena.

«Ma in fondo un negozio, cosa sarà», si potrebbe pensare superficialmente. E invece anche un punto vendita di giornali ha un valore per la comunità, intesa in senso stretto. «Se voglio comprare un giornale - racconta un pensionato in bicicletta - ora devo arrivare ai Mulini Nuovi a Modena: è vero che c’è la pista ciclabile, ma di sicuro non è come prima quando l’edicola era qui a due passi».

Proseguendo la passeggiata ad Albareto balza agli occhi quel “mostro” che è il mulino, abbandonato da anni. Una bruttura edilizia figlia di una economia “antica” che non esiste più e mai tornerà, ma che ha lasciato un’eredità difficile da gestire per il portafoglio di chi dovrebbe disfarsene. Un pugno in un occhio per tutti i residenti.

Il senso di trascuratezza, tuttavia, non sta solo nelle grandi cose, ma anche in quelle piccole. All’incrocio di ingresso in paese, venendo da Modena, un cartello stradale è stato abbattuto e da diverso tempo è stato recintato e non ancora sostituito. Perché tanta attesa?

LA TENACIA DEI GENITORI

Lasciandosi alle spalle il grigio del mulino e la desolazione della serranda abbassata dell’edicola, finalmente torna il colore nella zona della polisportiva. In un sabato di sole una decina di papà sta allestendo una gimcana nello spazio verde accanto al campo sportivo. Oggi si terrà una corsa non competitiva per bambini in memoria di Massimiliano Davoli.

«Facciamo il possibile - racconta Nico Carlucci, uno degli organizzatori assieme a Paolo Morselli - per mantenere vivo il paese. Ora è facile dire che Albareto è abbandonata, ma bisogna anche rimboccarsi le maniche e fare qualcosa: noi ci siamo svegliati alle sei per allestire questa gimcana, senza parlare della fatica per i permessi e trovare gli sponsor: è un grande sforzo, ma per i nostri figli e il bene del paese lo facciamo. Noi non molliamo».

Il discorso di Nico, che è circondato dagli altri genitori, abbraccia un’ottica più generale: «La chiusura dell’edicola è ovviamente un altro segnale pessimo per Albareto. Non voglio usare la parola “morto”, ma il paese offre davvero poco soprattutto ai bambini e ai ragazzi. Qui dopo le nove di sera non c’è più nulla».

«Per i furti continui il Comune ha installato le telecamere - prosegue un altro genitore -ed è un bene. Tuttavia ritengo che si potrebbero studiare modi per incentivare l’apertura di esercizi commerciali: ad esempio una gelateria. Ma se non arriva un aiuto dalle istituzioni è dura e tutti se ne vanno. Pensi che una volta c’era la banca qui, ora non abbiamo nemmeno un bancomat per prelevare il denaro».

«La nostra fortuna - riprende Nico - è avere persone come Gianluca Cassiodoro, il titolare della pizzeria, che con il suo impegno si sforza per mantenere unita la comunità».

La pizzeria è proprio accanto alla polisportiva Forse Nord: «Cerco di fare il massimo - spiega Gianluca - ma ogni volta che si organizza una festa c’è un mare di burocrazia da affrontare, si deve iniziare tre mesi prima dell’evento. È una fatica indicibile e sinceramente non so se continuerò».

Sarebbe l’ennesimo colpo per Albareto, così vicina a Modena, eppure così lontana. —





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