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crisi aziendale 

Ceramica Oscar, da ottobre i lavoratori saranno senza Cigs

Eleonora Alboresi
Ceramica Oscar, da ottobre i lavoratori saranno senza Cigs

I dipendenti sono stati ricevuti dal sindaco Menani e dal consigliere Bargi  «Ho chiesto le loro professionalità per metterli in contatto con altre aziende»

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I lavoratori della ceramica Oscar sono stati ricevuti in municipio dal sindaco Gianfrancesco Menani e dal consigliere comunale, nonché capogruppo regionale della Lega, Stefano Bargi.

La storia dell’azienda, almeno per quanto riguarda gli ultimi anni, risulta a dir poco travagliata e sofferta: nel 2015, dopo un lungo periodo di crisi, il gruppo egiziano Omega Ceramics rilevò lo stabilimento da Cbs La Guglia. Le cose non andarono per il verso giusto e lo scorso 22 ottobre è stato proclamato il fallimento, lasciando nella totale incertezza 96 dipendenti. Dopo l’ottenimento di una cassa integrazione retroattiva, c’è stata una parvenza di cambiamento a inizio anno, quando Ecodelta srl, società romana che si occupa di trasporto e smaltimento dei rifiuti, si è fatta avanti come acquirente; salvo poi rinunciare, ad aprile, motivando il dietrofront con la presenza di complicazioni non emerse prima dell’asta.

Dopo il fallito tentativo di salvataggio da parte di Ecodelta, la “patata bollente” è passata al Tribunale di Modena, che in giugno ha rimesso in vendita la ceramica che, almeno per il momento, è ancora in attesa di una proprietà interessata dopo la nuova asta disposta dal curatore fallimentare andata deserta. A oggi, la situazione che si è profilata agli occhi del sindaco Menani e del consigliere Bargi è quella di 65-70 dipendenti rimasti alla ceramica Oscar. Grazie al lavoro di quattro sindacati uniti nella battaglia per i diritti dei lavoratori (Cgil, Cisl, Uil e Fesica Confsal), i dipendenti hanno potuto usufruire del “Decreto Genova”, ottenendo la Cigs retroattiva alla data del fallimento.

La cassa integrazione straordinaria, tuttavia, scadrà il 18 ottobre e dopodiché i lavoratori non potranno più contare su questo ammortizzatore sociale. Nel caso in cui non si facesse avanti un nuovo acquirente per la ex Oscar, il curatore fallimentare sarà costretto a procedere con il licenziamento collettivo e i lavoratori entrerebbero in disoccupazione; condizione difficile che li lascerebbe ai margini del mercato del lavoro. «Ho garantito ai dipendenti - ha spiegato il sindaco - tutti gli aiuti che un Comune può offrire, sia come contributi all’affitto sia sotto forma di misure per contrastare le emergenze. Il Comune di Sassuolo esaminerà tutte le richieste, a una a una, e garantirà tutte le forme di aiuto possibile, destinate a soggetti che versano in grande difficoltà economica. So di imprenditori interessati all’azienda, ma non sono in grado di garantire che questi presenteranno poi un’offerta, così come non ho potuto promettere loro di riuscire a trovare una collocazione per tutti. Ciò che ho promesso è il mio massimo impegno sia per sensibilizzare un’eventuale nuova proprietà sia per metterli in contatto con altre aziende alla ricerca di manodopera qualificata: per questo ho chiesto loro un elenco, completo di professionalità e recapiti, di tutti i lavoratori ancora dipendenti dal fallimento della Ceramica Oscar». —

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