«La richiesta degli arretrati è del tutto inaccettabile»
Incredulità tra clienti e associazioni di categoria. I primi stanno iniziando a fare i conti con l’Iva, che renderà la patente più cara. Le seconde sono già all’opera per tutelarli, soprattutto se hanno già ottenuto il documento di guida. L’Iva richiesta per i neopatentati da settembre può far discutere; la retroattività richiesta dal 2014 al 2018 è semplicemente «inaccettabile» per Lapam Confartigianato da cui è giunta la disponibilità per supportare le attività «nelle azioni di contrasto a questa normativa». Nemmeno il recupero dell’Iva in uscita, per Lapam Confartigianato, può consentire alle autoscuole di digerire con facilità «un cambiamento così importante senza preavviso». Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, «il pagamento retroattivo sarebbe una violazione dello Statuto del contribuente». Dona ha rimarcato che «le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo» e non può fare eccezione «l’adozione di norme interpretative per una sentenza della Corte di Giustizia Ue». Paolo Uggè, vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto, ha domandato al governo un intervento urgente. Per Dona la retroattività determinerebbe un rischio di speculazioni. «Non potendo rivalersi sui vecchi patentati, le autoscuole potrebbero applicare rincari superiori alla mera traslazione dell’Iva – ha ipotizzato Dona – aggiungendo arrotondamenti selvaggi per rifarsi delle perdite subite». «Respingiamo ogni ipotesi in cui possano richiesti 150-200 euro d’Iva a chi ha già preso la patente», la posizione di Marzio Govoni di Federconsumatori Modena. La Federazione «è a disposizione per assistere le persone e invita a non pagare prima di essersi informati». Govoni ha espresso «perplessità sulla trasposizione dell’Iva», riconoscendo che a Modena «i costi sono livellati e manca quella differenziazione che dovrebbe portare al libero mercato». —
G.F.
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