«Ritorno dei Friends? Bello. Serve un progetto e un gioco di squadra...»
Il sindaco Muzzarelli si dice pronto a sostenere l’idea di Nicoletta per un evento a Modena per il trentennale della prima edizione
IL PROGETTO
«Siamo entusiasti dell’idea di Nicoletta Mantovani e daremo senz’altro una mano, ma occorrerà un grande progetto e un grande gioco di squadra per arrivare a un risultato così importante per la città».
Risponde così il sindaco Gian Carlo Muzzarelli alla proposta della moglie di Pavarotti Nicoletta Mantovani che ieri, sulla Gazzetta di Modena, ha proposto l’idea di un grande concerto in occasione del trentennale dalla fine del “Pavarotti&Friends”.
L’anno giusto sarà il 2022 visto che la manifestazione che ha portato a Modena i migliori cantanti pop e lirici a livello internazionale è nata proprio nel 1992 ed è proseguita fino all’anno 2003.
Il Comune, espressamente evocato nell’intervista dalla Mantovani, dunque c’è anche se naturalmente siamo alle prime battute e per giungere a un così importante risultato occorre lavorare molto e seriamente. E con un progetto che si muova per tempo visto che può diventare qualcosa di livello mondiale.
È proprio quel che lascia intendere il primo cittadino di Modena dicendosi “disposto a dare una mano”. Muzzarelli utilizza poi aggettivi molto positivi e sembra già orientato all’organizzazione laddove parla di “squadra” e “progetto”. Ovviamente le condizioni sono ancora tutte da costruire e Comune, Regione, Fondazione Luciano Pavarotti e Ministero della Cultura e Turismo - Nicoletta spera anche in un intervento dello Stato - avranno molto da fare. Ma la musica anche a Modena sembra destinata ad avere un ruolo sempre più importante visto che dopo il Modena Park Muzzarelli ha già annunciato al Braglia nel 2020 i concerti di Tiziano Ferro e Ultimo.
Intanto ieri Nicoletta Mantovani, reduce dalla riuscitissima serata “Un abbraccio senza confini” al Comunale dedicata a Big Luciano, ha ringraziato sui social tutti gli artisti. sGrazie a tutti per la fantastica serata - ha scritto la Mantovani - realizzata con buona musica che abbracciava tutti i generi proprio come sarebbe piaciuto a Luciano. Grazie di cuore a tutti i cantanti che hanno fatto emozionare profondamente il pubblico e grazie anche al personale della Fondazione Pavarotti e ai tecnici che riescono a rendere semplici anche le situazioni più complicate. Grazie al pubblico per la sua standing ovation, l’entusiasmo esplosivo e grazie anche ai tanti che mi hanno fatto arrivare il calore e affetto per Luciano». Che il grande tenore modenese - con Caruso e Gigli probabilmente il migliore del ‘900, secondo gli esperti - sia amato è fuor di dubbio e lo si vedeva anche dietro le quinte e sul palco nelle voci e nelle espressioni dei cantanti. Alla serata Fiorella Mannoia - standing ovation finale per lei - ha fermato il respiro cantando “Povera patria” di Franco Battiato e soprattutto cantando in duetto virtuale con Pavarotti il “Caruso” di Dalla. Applausi a scena aperta anche per il duetto di Giovanni Caccamo e Lorenzo Licitra sulle note di “Imagine” di John Lennon così come il teatro è venuto giù dopo la performance di quest’ultimo con Giulia Mazzola: i due giovani hanno, con coraggio, parafrasato Freddie Mercury e Montserrat Caballé sulle note di “Barcelona”. Ma tutti, dal grande tenore Marcello Giordani ai coristi della Rossini, hanno dato il meglio nella riuscitissima serata. —
Stefano Luppi
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