La Cina “corteggia” Modena «Pronti a un’intesa storica»
Tomei, presidente della Provincia, vede al Consolato un’importante delegazione Presente anche il Ceo di Huawei. Interesse per l’automotive e l’agroalimentare
La sorpresa più grande è stata quella che ha bussato alla porta, giusto a metà incontro. E se il nome - Thomas Miao - lì per lì non ha detto nulla di particolare agli invitati modenesi, le cose sono cambiate con la presentazione completa: «Buongiorno, sono il Ceo di Huawei Italia, disturbo?».
Ma il faccia a faccia con l’amministratore delegato di uno dei leader mondiali delle telecomunicazioni non è stato l’unico momento fuori dal comune di una giornata davvero speciale. A viverla, venerdì scorso al consolato cinese di Milano, sono stati Gian Domenico Tomei e Fabio Rossi, presidente della Provincia di Modena e suo portavoce, che ora si metteranno al lavoro per dare concretezza ad un incontro dalle potenzialità straordinarie per il nostro territorio.
Tomei, com’è andato l’incontro con Li Shaofeng, il console cinese in Italia?
«È andato esageratamente bene, il che… mi preoccupa un po’: ora abbiamo la responsabilità di portare avanti e sviluppare una collaborazione potenzialmente straordinaria per il modenese».
Facciamo un passo indietro: come è nato l’incontro di venerdì a Milano?
«Tutto è nato qualche mese fa, durante un evento organizzato dalla comunità cinese di Modena, al quale ha partecipato anche il console generale della Cina in Italia. Dopo aver parlato un po’, il console mi ha detto di essere particolarmente interessato a Modena, invitandomi a incontrare un suo collega, il console cinese per gli Affari economici: in quel momento ho pensato che fosse solo un proposito nato dalle chiacchiere di quella serata, ma poi la chiamata è arrivata davvero».
E così venerdì siete andati a Milano: chi c’era al tavolo con il console?
«C’era Luigi Yao, il capo rappresentante della Camera di Commercio cinese per il commercio internazionale, mentre a incontro in corso è arrivato anche Thomas Miao, Ceo di Huawei Italia. Di certo non ci aspettavamo di incontrare un manager di quel livello, ma quello che ci ha sorpreso è stato soprattutto il fatto che tutti si siano detti particolarmente interessati a Modena e alla possibilità di lavorare insieme: hanno contattato noi come istituzione, ma l’idea è quella di avviare dei tavoli di confronto tra gli imprenditori modenesi e quelli cinesi. Del resto, sono convito che una collaborazione con un Paese come la Cina interessi anche diversi imprenditori modenesi».
A cosa erano interessati in particolare i rappresentanti del consolato cinese? «L’interesse era soprattutto per le eccellenze del nostro territorio: prima di tutto il mondo dell’automotive, ma ovviamente anche quello dell’agroalimentare, a partire dall’aceto balsamico e dei prodotti straordinari del nostro territorio, così come al settore turistico. Peccato che i cinesi non siano gran consumatori di formaggio, altrimenti avrei parlato volentieri del Parmigiano Reggiano… In ogni caso, quello che conta è che un Paese importante come la Cina sia interessato al “marchio Modena” e ad avviare un rapporto con le sue aziende, e per farlo metta in moto i numeri uno».
Quali i prossimi passi?
«Per prima cosa, coinvolgeremo la Camera di Commercio e Confindustria, che sono già informati dell’incontro di venerdì, ma anche il Comune di Modena e dunque il sindaco Muzzarelli: il console ha chiamato la Provincia come istituzione, ma senza questi soggetti e senza il coinvolgimento del capoluogo sarebbe impossibile andare avanti. La prima idea è quella di organizzare un evento in cui gli imprenditori cinesi possano incontrare quelli modenesi, ma la collaborazione potrebbe spingersi molto più in là, con un potenziale enorme per la nostra provincia. Il compito è molto importante, ma siamo decisi ad andare avanti e a cogliere questa grande opportunità». —
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