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Festa della Crescentina Arrivederci all’estate con il prodotto tipico e un esercito di volontari

Daniele Montanari
Festa della Crescentina Arrivederci all’estate con il prodotto tipico e un esercito di volontari

A Pavullo la più classica delle manifestazioni in nome della cucina Sfornati 25mila pezzi di un simbolo della gastronomia di montagna 

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la tradizione

Festa della Crescentina un po' sui generis quella che domenica ha tenuto banco a Pavullo. Intanto per la collocazione settembrina (legata ai Mondiali di Volo), per la prima volta dal 1986. Poi per il meteo, che ha riservato un'altalena continua di sole e pioggia e alla sera un'aria gelida, che ha costretto negli stand a “riporre le armi” subito dopo cena. Condizioni più autunnali che di saluto dell'estate, che hanno inevitabilmente un po' ridotto i numeri dell'evento nell'affluenza esterna. Perché a livello locale sono stati comunque tanti a presentarsi all'appuntamento con quella che rimane sempre la “festa dei pavullesi”, un orgoglio locale. E questo ha permesso lo stesso di cuocere e gustare un numero di crescentine di tutto rispetto: circa 25mila, tra le varie postazioni. Dove è rimasto immutato lo spettacolo dell'esercito di volontari festosamente all'opera a ciclo continuo tra impasto, cottura e farcitura, assicurando brevi tempi d'attesa e piena soddisfazione del palato: ragazzi, adulti e anziani fianco a fianco, con grande affiatamento. Così a partire dallo stand di Montorso davanti a Palazzo Domus, con staff doverosamente contraddistinto dalla maglietta verde della “divisa” frazionale. Ancora una volta, va qui la palma della vittoria dei più gettonati: la crescentina tirata a mano e cotta con foglie di castagno è stata largamente la più richiesta della festa. Ma hanno fatto numeri importanti anche gli altri: in piazza Battisti Benedello (in maglietta blu) e gli Alpini di Pavullo (con divisa mix di sponsor: maglietta bianca del Forno Camatti abbinata al grembiule nero del Bar Budria, più cappellino Premio Sport), sulla Giardini di fronte a piazza Borelli il team di Madonna dei Baldaccini in rosso e in piazza San Bartolomeo la variopinta squadra della parrocchia, con una fitta presenza anche di bimbi a servire ai tavoli. Una menzione particolare se la meritano gli Alpini, alla loro prima partecipazione: «Abbiamo contato 5.500 crescentine vendute: per essere la nostra prima volta siamo molto soddisfatti – osserva il capogruppo Savino Zuccarini – anche perché il ricavato sarà interamente devoluto alla sezione di Modena per l'acquisto di una cucina mobile a servizio di tutta la comunità provinciale. Se ci chiamano anche il prossimo anno, noi veniamo di sicuro». «È stata una festa un po' complicata – sottolinea Claudio Bernardoni, presidente della Pro Loco che organizza – ma grazie a tutti i volontari per l'impegno e in particolare agli Alpini per la loro disponibilità a sopperire all'assenza di un gruppo frazionale. Purtroppo si fa sempre più fatica a trovare persone, ma spero di portare il prossimo anno almeno a sei i gruppi partecipanti, puntando anche a innovare un po' la festa, di nuovo portata però all'ultima domenica d'agosto». «Nel 2020 cadrà il 35° – ricorda il vicesindaco Daniele Iseppi – come Comune saremo a fianco della Pro Loco per preparare una festa speciale, magari con il coinvolgimento anche dei commercianti del centro e dei produttori locali». —

Daniele Montanari

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