Festa della Crescentina Arrivederci all’estate con il prodotto tipico e un esercito di volontari
A Pavullo la più classica delle manifestazioni in nome della cucina Sfornati 25mila pezzi di un simbolo della gastronomia di montagna
la tradizione
Festa della Crescentina un po' sui generis quella che domenica ha tenuto banco a Pavullo. Intanto per la collocazione settembrina (legata ai Mondiali di Volo), per la prima volta dal 1986. Poi per il meteo, che ha riservato un'altalena continua di sole e pioggia e alla sera un'aria gelida, che ha costretto negli stand a “riporre le armi” subito dopo cena. Condizioni più autunnali che di saluto dell'estate, che hanno inevitabilmente un po' ridotto i numeri dell'evento nell'affluenza esterna. Perché a livello locale sono stati comunque tanti a presentarsi all'appuntamento con quella che rimane sempre la “festa dei pavullesi”, un orgoglio locale. E questo ha permesso lo stesso di cuocere e gustare un numero di crescentine di tutto rispetto: circa 25mila, tra le varie postazioni. Dove è rimasto immutato lo spettacolo dell'esercito di volontari festosamente all'opera a ciclo continuo tra impasto, cottura e farcitura, assicurando brevi tempi d'attesa e piena soddisfazione del palato: ragazzi, adulti e anziani fianco a fianco, con grande affiatamento. Così a partire dallo stand di Montorso davanti a Palazzo Domus, con staff doverosamente contraddistinto dalla maglietta verde della “divisa” frazionale. Ancora una volta, va qui la palma della vittoria dei più gettonati: la crescentina tirata a mano e cotta con foglie di castagno è stata largamente la più richiesta della festa. Ma hanno fatto numeri importanti anche gli altri: in piazza Battisti Benedello (in maglietta blu) e gli Alpini di Pavullo (con divisa mix di sponsor: maglietta bianca del Forno Camatti abbinata al grembiule nero del Bar Budria, più cappellino Premio Sport), sulla Giardini di fronte a piazza Borelli il team di Madonna dei Baldaccini in rosso e in piazza San Bartolomeo la variopinta squadra della parrocchia, con una fitta presenza anche di bimbi a servire ai tavoli. Una menzione particolare se la meritano gli Alpini, alla loro prima partecipazione: «Abbiamo contato 5.500 crescentine vendute: per essere la nostra prima volta siamo molto soddisfatti – osserva il capogruppo Savino Zuccarini – anche perché il ricavato sarà interamente devoluto alla sezione di Modena per l'acquisto di una cucina mobile a servizio di tutta la comunità provinciale. Se ci chiamano anche il prossimo anno, noi veniamo di sicuro». «È stata una festa un po' complicata – sottolinea Claudio Bernardoni, presidente della Pro Loco che organizza – ma grazie a tutti i volontari per l'impegno e in particolare agli Alpini per la loro disponibilità a sopperire all'assenza di un gruppo frazionale. Purtroppo si fa sempre più fatica a trovare persone, ma spero di portare il prossimo anno almeno a sei i gruppi partecipanti, puntando anche a innovare un po' la festa, di nuovo portata però all'ultima domenica d'agosto». «Nel 2020 cadrà il 35° – ricorda il vicesindaco Daniele Iseppi – come Comune saremo a fianco della Pro Loco per preparare una festa speciale, magari con il coinvolgimento anche dei commercianti del centro e dei produttori locali». —
Daniele Montanari
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