Il ladro abiterà ancora accanto al Guercino
La preoccupazione delle forze dell’ordine. Ma Tahir, scontata la pena, è stato sfrattato e se ne dovrà andare tra un mese
Moustapha Tahir ha rubato la tela del Guercino e l’ha anche rovinata trasportandola in Marocco. Il ladro è lui e non ci sono dubbi: l’ha confessato. Ha accettato la condanna a due anni e ha chiuso le sue pendenze con le autorità italiane. Non con la giustizia marocchina che lo ritiene ancora oggi un ricercato, anche dopo la mancata estradizione decisa dalla Corte d’Appello di Bologna perché rischiava 20 anni di carcere. Ha pagato il suo debito con la giustizia italiana, insomma, e ora continua la sua vita lavorando e di sera stando con la famiglia nella sua casa. Il punto è che abita a due passi dall’ingresso di servizio della chiesa dalla quale ha rubato la tela. A dividere casa sua dall’uscita laterale di San Vincenzo è infatti un diaframma di muro tra due condomini, entrambi della stessa proprietà: la parrocchia di San Biagio, sotto la quale si trova San Vincenzo. E quella parete divisoria ha una porta comune. Proprio attraverso quella porta Tahir ha trafugato una tela di tre metri di altezza, una volta smontata e arrotolata nella solitudine della chiesa chiusa al pubblico.
Questa la situazione è emersa nel 2017, durante le indagini sul clamoroso furto della “Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo” avvenuto nell’agosto 2014. Quando la Procura di Casablanca avanzò la rogatoria per l’estradizione di Tahir, questi era uno sconosciuto che risultava solo residente accanto al luogo del furto. Poi, incoraggiato dal suo avvocato Domenico Ippolito, ha confessato e si è fatto carico delle sue responsabilità. Quindi oggi potrebbe regolarmente abitare in quell’alloggio. Ma per le forze dell’ordine la sua presenza a due passi dalla chiesa induce preoccupazione: occorre, dicono, che Tahir cambi casa.
Ma Tahir deve andare via di lì in ogni caso. È stato sfrattato. Il procedimento è in stato così avanzato che in agosto gli è arrivata la notifica dal Tribunale di Modena ed è già stata fissata la data della sua uscita dall’appartamento di via Gherarda: il 5 ottobre. Se non ottempererà all’ordine del giudice, si passerà allo sfratto esecutivo con tanto di polizia.
Lo sfratto è stato chiesto dalla proprietà per una serie di morosità nei pagamenti degli affitti durante la sua detenzione in custodia cautelare. La proprietà è la parrocchia di San Biagio. L’allora parroco don Gianni Gherardi disse però chiaramente davanti alle telecamere che non lo conosceva neppure quell’inquilino e non lo riconobbe neanche davanti alla sua foto. Ora che don Gianni si è ritirato alla Casa del Clero a Cognento, di questo caso si occupa il nuovo parroco: don Claudio Arletti, parroco del Tempio, la nuova macro-parrocchia che ingloba San Biagio e quindi anche San Vincenzo (la chiesa-pantheon degli Estensi in corso Canalgrande è infatti aperta solo la domenica e in poche altre occasioni). Don Claudio, con estremo garbo, ieri ha spiegato di non aver nulla da dire e di non sentirsi preoccupato dalla presenza di Tahir. Il parroco e la Curia modenese confidano che la situazione si risolva senza clamore prima del ritorno della tela in San Vincenzo.
Quel giorno è stato fissato per il 17 novembre, giorno in cui la pala sarà trasferita dalla Galleria Estense - dove si trova da sabato in esposizione al pubblico dopo il restauro - alla cappella laterale della quale fu staccata, spazio occupato dal sottostante dipinto di un paesaggio che a lungo ha attirato gente per vedere dove si trovava la tela rubata e per meditare sull’accaduto. Nel frattempo si è tornato a discutere anche del problema dell’impianto di sicurezza. Proprio con la scoperta del furto era emerso un aspetto sconcertante: San Vincenzo aveva un impianto nuovissimo con allarme di ultima generazione donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio ma il parroco non l’aveva mai attivato. Ora si sta studiando un nuovo impianto che protegga la tela da futuri malintenzionati.
Intanto Tahir dovrà cercare un nuovo alloggio per la sua famiglia che conta anche dei bambini piccoli. —
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